Vinicius jr accusa Prestianni di razzismo, la Uefa apre un'inchiesta e la fidanzata del brasiliano interviene sui social
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Redazione Sport
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L’interruzione, durata una decina di minuti, ha rappresentato la prima applicazione pratica in una gara di Champions League del protocollo antirazzismo voluto dalla Federcalcio mondiale; un protocollo che prevede, tra le altre cose, il gesto delle braccia incrociate a formare una X, eseguito dal direttore di gara francese François Letexier al cinquantaduesimo minuto di Benfica-Real Madrid. Un gesto, quello dell’arbitro, che ha ufficializzato la denuncia di Vinicius Junior, il quale aveva appena portato in vantaggio la sua squadra con un destro a giro, scatenando non solo l’esultanza ma anche la successiva, concitata reazione. Il numero 7 dei blancos, infatti, dopo aver esultato davanti alla tifoseria avversaria, gesto che gli è costato un cartellino giallo, si è avvicinato al francese Letexier per riferire di essere stato chiamato “scimmia” dal giovane argentino del Benfica Gianluca Prestianni. Da lì il parapiglia in campo, con i giocatori del Real Madrid che circondavano l’arbitro, mentre Mourinho, tecnico dei lusitani, cercava di placare gli animi, e l’incontro veniva momentaneamente sospeso.
A fronte di ciò, e mentre il giro del web amplificava la portata dell’accaduto, la reazione della Uefa non si è fatta attendere: l’organismo calcistico europeo ha infatti nominato un ispettore etico e disciplinare incaricato di far luce sulla potenziale violazione del regolamento, come si legge in una nota ufficiale diffusa nella giornata di oggi, mercoledì 18 febbraio -1-4. Dall’altra parte, però, la versione del diretto interessato, Prestianni, non tarda ad arrivare: il ventenne argentino, attraverso i propri canali social, respinge con forza ogni addebito, parlando di un equivoco e sostenendo che le sue parole sarebbero state fraintese dal brasiliano; una tesi, questa, prontamente sposata e rilanciata dal club portoghese, che in un video pubblicato sui propri profili ufficiali mette in dubbio la possibilità che i calciatori del Real Madrid, data la distanza, possano effettivamente aver udito ciò che dichiarano di aver sentito -3.
L’intervento social di Maria Eduarda e le reazioni dal mondo del calcio
Nel frattempo, mentre le indagini della Uefa entrano nel vivo, la vicenda assume una dimensione mediatica ancora più ampia grazie all’intervento di Maria Eduarda, influencer e fidanzata di Vinicius, che ha prontamente difeso il compagno. La giovane, attraverso una storia sul suo profilo Instagram, ha espresso tutto il suo sostegno al numero 7, pubblicando una foto che lo ritrae mentre lascia il campo ed evidenziando come l’ennesimo episodio di presunta discriminazione subito dal brasiliano non possa essere ignorato. Una presa di posizione, la sua, che giunge in un contesto già infuocato, dove alle dichiarazioni di sostegno nei confronti di Vinicius, arrivate da compagni come Mbappé e Tchouaméni, si sono contrapposte le parole di José Mourinho -2. Lo Special One, in conferenza stampa, ha sì cercato di mantenere un profilo equilibrato, ma non ha nascosto una certa insofferenza, lasciando intendere che se episodi simili si verificano ripetutamente con lo stesso calciatore, forse, è il caso di riflettere anche sul suo comportamento in campo, in particolare sui modi di esultare che talvolta potrebbero risultare provocatori per le tifoserie avversarie -3.
Non è mancata, ovviamente, la presa di posizione delle istituzioni. Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha dichiarato di essere rimasto “scioccato e rattristato” nell'apprendere la notizia, sottolineando come non ci sia spazio per il razzismo nel calcio e nella società e come sia necessario che tutte le parti coinvolte prendano provvedimenti, assicurando i responsabili alla giustizia -5. Parole importanti, le sue, che fanno eco a quelle dell'ex difensore e bandiera del Benfica Luisão, il quale, in netto contrasto con la linea ufficiale del club, ha duramente attaccato Prestianni, definendo una menzogna la sua versione difensiva e sostenendo che, per il bene della maglia, il giovane argentino dovrebbe ammettere le proprie responsabilità -2. Un coro di voci, insomma, che si intrecciano in attesa che l'organo giudicante della Uefa faccia piena luce su quanto accaduto nella notte di Lisbona, con la procura federale che dovrà valutare, oltre ai referti arbitrali, anche le immagini e gli eventuali audio a disposizione per ricostruire con esattezza la dinamica e, soprattutto, il contenuto del dialogo tra i due calciatori.




