Meloni ricorda Ramelli a 50 anni dall’omicidio: "Un simbolo che oggi appartiene a tutta l’Italia"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni è intervenuta con un contributo video al convegno "Le idee hanno bisogno di coraggio", organizzato a Palazzo Lombardia a Milano in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia. «Divenuto un simbolo per generazioni di militanti di destra e non solo», come ha sottolineato la premier, Ramelli – che aveva appena 19 anni quando fu aggredito con una chiave inglese – rappresenta oggi, secondo Meloni, una figura su cui riflettere per comprendere «ciò che il suo sacrificio può ancora insegnarci».

A differenza di molti episodi oscuri degli anni di piombo, l’omicidio di Ramelli è ricostruito nei dettagli: la dinamica, gli esecutori, il movente politico. Eppure, come ha osservato Meloni, «associare a questa vicenda concetti come perdono o pietà è terribilmente difficile». Ciò non toglie che, a distanza di mezzo secolo, la memoria del ragazzo milanese – cui sono stati dedicati spazi pubblici in 38 Comuni italiani, tra cui quattro in Calabria – abbia superato le barriere ideologiche. «Una memoria che per troppo tempo è stata di una parte», ha aggiunto la presidente del Consiglio, «oggi inizia a essere condivisa».

Proprio per onorare quei municipi che hanno scelto di intitolare vie o giardini a Ramelli, la Regione Lombardia ha consegnato loro una targa commemorativa, definita «un riconoscimento a chi ha sfidato pregiudizi e ostilità». Tra i partecipanti all’iniziativa anche Ignazio La Russa, che insieme a Meloni ha ripercorso la trasformazione di Ramelli da vittima politica a «pezzo di storia d’Italia».

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