Trump: «Putin vuole un accordo più di Zelensky». Mosca frena sul cessate il fuoco e attacca Kharkiv

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il presidente americano Donald Trump torna a parlare della tregua energetica tra Russia e Ucraina e lo fa con una valutazione che sposta l'asse delle responsabilità. Interpellato dai giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per l'Ohio, Trump ha dichiarato di ritenere «che Putin voglia raggiungere un accordo più di Zelensky». Poche ore prima aveva rincarato la dose sostenendo che Russia e Ucraina «hanno concordato» una tregua energetica «perché io ho detto che devono farlo», aggiungendo però che violazioni dell'intesa si registrano da «entrambe le parti».

Il Cremlino raffredda l'ipotesi della tregua lunga

La posizione espressa da Mosca ridimensiona però le aspettative alimentate dall'annuncio americano. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di un cessate il fuoco di 60 giorni per consentire lo svolgimento delle elezioni presidenziali in Ucraina. Peskov ha precisato che Vladimir Putin, in qualità di comandante supremo delle forze armate russe, sarebbe pronto a ordinare la sospensione degli attacchi esclusivamente nella giornata del voto, qualora Kiev decida davvero di organizzare le elezioni.

La distinzione non è di poco conto: Mosca non cerca una pausa temporanea delle ostilità, ma un accordo di pace duraturo.

Il precedente delle elezioni russe e le accuse a Kiev

Nel motivare il rifiuto di una tregua prolungata, il Cremlino ha evocato un precedente specifico. Peskov ha ricordato che la Russia si era dichiarata pronta a riprendere i negoziati di pace subito dopo le elezioni per la Duma di Stato, tenutesi dal 18 al 20 settembre, ma che in quei giorni l'Ucraina ha lanciato attacchi su larga scala contro Mosca, colpendo anche seggi elettorali e uccidendo membri di commissioni elettorali distrettuali. Secondo il portavoce, quell'episodio avrebbe indotto il presidente russo a riconsiderare i tempi della diplomazia.

L'attacco su Kharkiv e le vittime civili

Sul terreno, la guerra continua a produrre vittime. Le forze russe hanno lanciato un attacco missilistico su larga scala contro Kharkiv, uccidendo almeno una persona e ferendone altre dieci, tra cui un soccorritore. Secondo Oleh Syniehubov, capo dell'amministrazione militare regionale, citato dall'agenzia Ukrinform, le forze russe hanno utilizzato dieci missili del tipo Banderol per colpire infrastrutture civili nella città. Poche ore dopo le esplosioni, un corpo è stato recuperato dalle macerie.

Le parole del comandante Nato e la replica di Mosca

Sul fronte occidentale, il comandante supremo delle forze alleate in Europa, Alexus Grynkewich, intervenendo al Warsaw Security Forum, ha lanciato un messaggio che non nomina la Russia ma ne sfida le ambizioni militari. «Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci combatteremo», ha detto, precisando che la Nato è un'alleanza difensiva e che un eventuale attacco contro un alleato si rivelerebbe «del tutto vano». Il generale ha anche illustrato la nuova strategia di difesa basata su tre principi — bloccare, smorzare e spezzare — per rendere inefficace qualsiasi offensiva.

La risposta russa alle sanzioni europee

Mosca ha replicato alle nuove misure restrittive varate dall'Unione europea con una dichiarazione attribuita a fonti diplomatiche russe, secondo cui l'Europa «fa di tutto perché il conflitto non finisca». Il pacchetto di sanzioni, il diciannovesimo dall'inizio dell'invasione, colpisce le esportazioni di petrolio russo, istituti bancari e navi che trasportano greggio.

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