L'economista Eni Alessandro Lanza: "Il diesel russo non abbasserà i prezzi, l'attacco a Riad aumenta l'incertezza"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'annuncio di Donald Trump su una "tregua energetica" tra Russia e Ucraina continua a non trovare riscontri concreti sul terreno, mentre l'attacco all'aeroporto di Riad aggiunge un ulteriore elemento di instabilità sui mercati internazionali dell'energia. Secondo Alessandro Lanza, direttore esecutivo della Fondazione Eni Enrico Mattei di Milano e docente di Energy and Environmental Policy alla Luiss, la situazione resta fluida e carica di incognite per i consumatori italiani.

L'analisi dell'esperto

"L'attacco all'aeroporto di Riad aggiunge incertezza a incertezza: mi aspetto che il mercato si possa innervosire ulteriormente, e che come conseguenza ci possano essere ulteriori aumenti del prezzo del petrolio e delle bollette del gas e dell'energia elettrica". È quanto ha dichiarato Lanza, economista con un passato da capo economista in Eni e senior analyst presso l'Agenzia Internazionale dell'Energia, commentando gli sviluppi delle ultime ore.

La sua posizione sulla vicenda del diesel russo è netta: l'accordo siglato dall'amministrazione americana per l'importazione di ingenti quantitativi di carburante dalla Russia non produrrà gli effetti sperati sui prezzi al dettaglio.

La tregua energetica rimane sulla carta

Trump aveva annunciato domenica scorsa, attraverso un post sulla sua piattaforma Truth Social, l'entrata in vigore "immediata" di un cessate il fuoco energetico tra Mosca e Kiev, con l'impegno di entrambe le parti a sospendere gli attacchi alle rispettive infrastrutture del settore. "Con effetto immediato, c'è un ARMISTIZIO ENERGETICO nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno accettato. Non violatelo!", aveva scritto il presidente americano.

La realtà dei fatti, però, ha rapidamente smentito l'annuncio: secondo quanto riportato dalla testata statunitense Axios, citando un funzionario della Casa Bianca, la Russia non avrebbe accettato alcuna forma di cessate il fuoco. Il Cremlino non ha rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda.

Zelensky: "Una novità di cui non ero a conoscenza"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reagito all'annuncio di Trump definendolo "una novità" di cui non era stato informato, pur dichiarandosi disponibile ad accettarlo qualora Mosca avesse fatto altrettanto. Poche ore dopo, lo stesso Zelensky ha reso noto che le forze armate russe avevano effettuato un raid su una centrale elettrica nella regione di Kharkiv, provocando almeno tre vittime civili. L'attacco è avvenuto "dopo" la dichiarazione rilasciata dal presidente americano.

La minaccia americana sulle armi a Kiev

Parallelamente all'annuncio della tregua, il Financial Times ha rivelato che l'amministrazione Trump starebbe esercitando forti pressioni su Kiev affinché sospenda gli attacchi in profondità contro le raffinerie russe. Secondo funzionari europei citati dal quotidiano finanziario, Washington avrebbe minacciato di bloccare il sistema di approvvigionamento che fornisce armi all'Ucraina, nonché la condivisione di intelligence, qualora gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe dovessero proseguire.

Il meccanismo in questione, noto come PURL, è gestito dalla Nato e consente agli alleati di acquistare armamenti americani da destinare a Kiev.

Il viaggio degli inviati sospeso

Sempre secondo Axios, il viaggio a Mosca degli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner sarebbe stato sospeso in attesa di chiarimenti sulla disponibilità ucraina ed europea ad accettare una proposta unitaria da presentare a Vladimir Putin. La Casa Bianca avrebbe inoltre fatto sapere che gli attacchi ucraini alle raffinerie russe stanno danneggiando i rapporti tra Zelensky e Trump, con il presidente americano che, secondo un funzionario, "è furioso" e ritiene che il leader ucraino "dia per scontata l'America".

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