Putin si dice pronto ai colloqui con Kiev "senza precondizioni", ma i bombardamenti continuano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre la guerra in Ucraina entra nel suo 1.159esimo giorno, Vladimir Putin ha ribadito la disponibilità della Russia a riprendere i negoziati con Kiev "senza alcuna precondizione". La dichiarazione, fatta durante l’incontro con Steve Witkoff, inviato di Donald Trump, è stata confermata dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha ricordato come questa posizione non sia nuova. Tuttavia, le parole del presidente russo si scontrano con la realtà sul campo, dove i bombardamenti continuano senza tregua.
L’offerta di Mosca arriva in un momento in cui il conflitto sembra aver raggiunto una nuova fase di stallo. Da una parte, il Cremlino afferma che l’incursione ucraina nella regione di Kursk è stata respinta, dall’altra Kiev insiste sulla necessità di un cessate il fuoco incondizionato come primo passo verso una soluzione diplomatica. "Una pace giusta e sostenibile è l’obiettivo", ha dichiarato il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa, sottolineando che il sostegno all’Ucraina non è finalizzato a prolungare la guerra, ma a garantirne l’esito.
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. Donald Trump, in un post su Truth Social, ha espresso scetticismo: "Ma Putin vuole davvero la pace o mi sta prendendo in giro?", chiedendosi perché, se davvero intende negoziare, i missili continuino a colpire obiettivi civili. Intanto, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, dopo un colloquio con Volodymyr Zelensky ha assicurato che l’Ue non abbandonerà Kiev nel percorso verso un accordo.
Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha ribadito che Mosca è aperta al dialogo, ma le azioni sul terreno sembrano contraddire le parole. Se da un lato si parla di trattative, dall’altro non si vedono segnali concreti di de-escalation. L’Ucraina, dal canto suo, mantiene la posizione che ogni negoziato debba partire dal ritiro delle truppe russe dai territori occupati, una richiesta che finora il Cremlino ha sempre respinto.




