Etro apre il capitale a nuovi soci, Bper definisce il piano per il ricambio generazionale
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Redazione Economia
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Il panorama finanziario e imprenditoriale italiano registra, in queste ore, due movimenti significativi che delineano strategie di rinnovamento in settori diversi. Da una parte, nel mondo della moda di lusso, si consuma un passaggio di consegne, mentre nel settore creditizio si cerca di governare con un’intesa una transizione demografica complessa, evitando così conflitti sociali potenzialmente aspri.
L’azionariato di Etro si amplia con investitori internazionali
È ufficiale, come anticipato, il riassetto azionario per il brand italiano Etro. Un pool di investitori, il cui ingresso era atteso da tempo, ha infatti formalizzato l’acquisizione di una quota di minoranza, segnando una nuova fase per la maison. Il gruppo, composto da Rams Global, da Mathias Facchini tramite Swinger International e dal banchiere Giulio Gallazzi attraverso Sri Group, non solo ha rilevato la fetta del capitale già in mani esterne alla famiglia fondatrice, ma ha anche assorbito una parte consistente della quota che rimaneva ai legittimi eredi. L Catterton, che controllava la maggioranza assoluta, cede quindi una parte della sua partecipazione, scendendo al 51%; una soglia, questa, che gli consente di mantenere saldamente le redini dell’operazione, pur aprendosi a nuove competenze. La società, che rimane pertanto l’azionista di riferimento, ha confermato il proprio impegno a supportare la crescita di lungo periodo del marchio, una strategia che punta, tra l’altro, alla diversificazione del business nel settore delle residenze di lusso. Un ambito, quest’ultimo, nel quale la competenza specifica del nuovo socio Rams Global, attivo a livello globale nel turismo e nell’ospitalità di alto livello, viene considerata un asset decisivo per il futuro sviluppo.
L’accordo in Bper su uscite volontarie e nuove assunzioni
Parallelamente, nel settore bancario, BPER Banca ha raggiunto un’intesa di portata rilevante con le organizzazioni sindacali di categoria, dopo trattative lunghe e non semplici. L’accordo, definito “importante” dalle parti, affronta in modo organico questioni delicate come l’occupazione, il necessario ricambio generazionale e gli inquadramenti professionali, temi resi ancor più attuali dal processo di integrazione con Banca Popolare di Sondrio. Nel dettaglio, il piano prevede strumenti e misure per favorire l’uscita anticipata, su base rigorosamente volontaria, di un numero massimo di 800 dipendenti del gruppo. Queste uscite, che dovranno realizzarsi prevalentemente nel corso del 2026, potranno avvenire anche tramite il ricorso al Fondo di Solidarietà di Settore, un meccanismo che attenua l’impatto economico per i lavoratori. La trattativa, condotta dall’istituto guidato da Gianni Franco Papa, ha coinvolto tutte le sigle maggiormente rappresentative, trovando una soluzione condivisa.
Un ricambio che punta a bilanciare le partenze con nuovi ingressi
L’aspetto più significativo del patto siglato in Bper non risiede soltanto nella definizione delle uscite, ma nella volontà di bilanciarle con nuove assunzioni, mitigando così l’effetto sul numero complessivo di occupati. A fronte delle 800 partenze volontarie, infatti, l’istituto si impegna a garantire 400 nuove assunzioni e a stabilizzare 250 contratti a termine già esistenti. A queste misure si aggiunge un ulteriore impegno sociale: un 2% delle uscite sarà compensato dall’ingresso di donne vittime di violenza di genere o di figli di vittime di femminicidio. Sommando questi numeri, le 800 partenze risultano bilanciate da un totale di 666 nuovi ingressi o stabilizzazioni, con un tasso di ricambio che si attesta all’83%. Un risultato che ha ottenuto il plauso delle organizzazioni sindacali, le quali hanno espresso soddisfazione anche per una seconda intesa, separata ma complementare, relativa ai percorsi di carriera e agli inquadramenti interni, elementi cruciali per la motivazione del personale che rimane in banca.




