La Norvegia di Haaland vola ai Mondiali, mentre a Oslo la partita con Israele scatena le proteste

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Norvegia, che ha umiliato per 5-0 Israele in una serata storica, ha ormai un piede e mezzo nella fase finale del Mondiale 2026, stabilendo, con un rendimento impeccabile, un primato assoluto per le squadre europee nelle qualificazioni. Alla formazione scandinava, la cui forza è emersa in tutta la sua evidenza, basterà infatti una vittoria nell'imminente confronto con l'Estonia ad Oslo per rendere matematico ciò che già appare inoppugnabile, azzerando di fatto ogni residua speranza per l'Italia, che pure la attenderà a San Siro nell'ultimo scontro del girone. Un percorso, il loro, costellato di successi e di reti, molte delle quali firmate dal loro astro nascente.

Il contesto di tensioni attorno alla partita

Quella che sul rettangolo di gioco è stata una dimostrazione di potenza calcistica, si è tuttavia disputata in un'atmosfera carica di tensioni, lontanissima dalla festa sportiva. Poche ore prima del calcio d'inizio, centinaia di manifestanti hanno dato vita a un corteo di protesta diretto verso l'Ullevaal, lo stadio della capitale, sventolando bandiere e facendo uso di fumogeni per esprimere la propria opposizione alla presenza della nazionale israeliana. La polizia, che presidiava la zona per prevenire disordini, è intervenuta con gas lacrimogeni per disperdere la folla, dopo che alcuni dimostranti avevano tentato di superare le barriere di sicurezza; diversi di loro sono stati tratti in arresto, in un quadro di confusione che ha offuscato i preliminari dell'incontro.

La figura dominante di Erling Haaland

Sul piano puramente sportivo, a dominare la scena è stato, in maniera quasi prevedibile, Erling Haaland. L'attaccante, il cui fisico imponente e la cui leadership lo fanno assomigliare a un eroe dei fumetti, ha messo a segno una tripletta che ha schiacciato le ambizioni avversarie, superando anche l'amarezza di due rigori falliti personalmente in una prima parte di gara non perfetta. Quel che ne è seguito è stata un'esibizione di forza e determinazione, con le sue reti che si sono sommate a due autoreti israeliane, contribuendo a un risultato che ha del plebiscitario. Con questi ultimi centri, il capocannoniere delle qualificazioni ha portato il suo bottinale personale a 12 reti in sole 6 partite, un dato che si inserisce in un contesto più ampio di 51 gol in 46 presenze con la maglia nazionale, un rendimento straordinario che guida una squadra in stato di grazia, come dimostrano le nove vittorie consecutive.

Le ripercussioni oltre il confine norvegese

Gli echi di quelle proteste, che riflettono le profonde divisioni sollevate dal conflitto a Gaza, con un bilancio di vittime palestinesi molto elevato, si sono fatti sentire ben oltre i confini di Oslo, gettando un'ombra anche sul prossimo impegno che attende gli azzurri. L'incontro tra Italia e Israele, in programma a pochi giorni di distanza, è già visto con apprensione dalle forze dell'ordine, mentre alcuni gruppi auspicano che quella che definiscono "la partita della vergogna" non venga nemmeno disputata, segno di come lo sport possa diventare, suo malgrado, un palcoscenico per battaglie e tensioni che nulla hanno a che fare con il gioco.

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