Scuole occupate a Torino, proteste al Boselli e Volta: cosa succede
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Ripartono le occupazioni delle scuole a Torino, dove lunedì 19 ottobre 2026 gli studenti hanno bloccato le attività didattiche in diversi istituti superiori. Al centro della nuova mobilitazione ci sono il liceo scientifico Volta e l'istituto professionale Boselli, entrambi situati nel centro cittadino. Anche il liceo scientifico Gobetti risulta coinvolto nelle agitazioni, mentre l'enogastronomico Beccari si è aggiunto alle proteste. È la terza settimana consecutiva di iniziative studentesche nel capoluogo piemontese, dopo una serie di manifestazioni e occupazioni che hanno interessato numerose scuole della città. Le nuove azioni si sono svolte senza scontri né tensioni.
Al Boselli la protesta riparte dopo l'intervento dei carabinieri
All'istituto Boselli, la mattinata è cominciata con l'esposizione di uno striscione con la scritta «Boselli occupato» da una finestra dell'edificio. Circa un centinaio di studenti si è mobilitato per denunciare le condizioni della struttura e chiedere interventi concreti. Tra le criticità segnalate figurano bagni deteriorati, una palestra considerata troppo piccola e l'assenza di spogliatoi. I ragazzi denunciano anche problemi nell'assistenza agli alunni con disabilità: secondo le loro testimonianze, mancherebbero gli operatori sociosanitari necessari e alcuni studenti dovrebbero essere accompagnati ai servizi igienici dai collaboratori scolastici. Le richieste riguardano quindi sia la manutenzione degli ambienti sia la disponibilità di servizi essenziali per garantire condizioni adeguate durante le lezioni.
Il precedente tentativo di occupazione, avvenuto martedì 13 ottobre, era terminato con l'intervento delle forze dell'ordine. La dirigente scolastica aveva segnalato la presenza di giovani incappucciati, alcuni dei quali avrebbero avuto bastoni, petardi e fumogeni. Durante quei momenti si erano verificati danneggiamenti e spostamenti di banchi e cassonetti sulla strada. Gli studenti del collettivo avevano preso le distanze dalle azioni attribuite a persone esterne, sostenendo di voler manifestare pacificamente. Un giovane era stato fermato dai carabinieri e rilasciato dopo circa due ore, con contestazioni relative a resistenza, occupazione e danneggiamento. Davanti al comando provinciale dell'Arma si erano radunati anche una cinquantina di ragazzi per protestare contro il fermo.
Le ragioni degli studenti: spazi, edifici e politiche scolastiche
Al liceo Volta, il collettivo studentesco ha annunciato l'occupazione attraverso i social, pubblicando anche un video in cui alcuni ragazzi sistemano i banchi per impedire l'accesso all'edificio. Le motivazioni della mobilitazione vanno oltre i problemi delle singole strutture. In un comunicato, il collettivo OSA, Opposizione studentesca d'alternativa, denuncia la mancanza di spazi per organizzare assemblee, scioperi e altre iniziative di partecipazione. I rappresentanti della protesta contestano inoltre il cosiddetto DL Valditara e le misure relative al tetto agli studenti stranieri, ritenendo che queste scelte distolgano l'attenzione dalle carenze dell'istruzione pubblica. Tra le rivendicazioni figurano maggiori investimenti, il diritto allo studio e il miglioramento degli edifici scolastici.
Il movimento aveva iniziato a mobilitarsi già nei primi giorni del mese, con iniziative al Carlo Ignazio Giulio e al Regina Margherita. Successivamente le agitazioni avevano raggiunto altri istituti, tra cui Einstein, Gioberti, Berti e Galileo Ferraris. Durante un presidio davanti alla sede della Città metropolitana, in corso Inghilterra, circa duecento ragazzi avevano chiesto soluzioni strutturali ai problemi delle scuole. I collettivi avevano segnalato soffitti danneggiati, porte rotte, bagni inagibili, termosifoni non funzionanti e infiltrazioni d'acqua. In particolare, nella succursale del Berti erano state denunciate lezioni svolte nei corridoi a causa del freddo e difficoltà di accessibilità per le persone con disabilità motorie.
Il corteo del 16 ottobre e la nuova assemblea studentesca
La mobilitazione aveva raggiunto uno dei momenti di maggiore partecipazione durante la manifestazione di venerdì, quando migliaia di studenti erano scesi nelle strade del centro torinese. Il corteo era stato segnato da tensioni tra una parte dei manifestanti e le forze dell'ordine, con lanci di sassi e uova e l'utilizzo degli idranti da parte della polizia. In piazza Castello alcuni insegnanti avevano formato un cordone umano tra i ragazzi e gli agenti. Al termine della giornata erano state identificate cinquanta persone, mentre tre minorenni erano stati arrestati in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale. Nelle circa venti scuole coinvolte dalle occupazioni della settimana precedente, dopo il fine settimana erano riprese le lezioni.
Tra gli appuntamenti organizzati dagli studenti figura anche un'assemblea fissata per mercoledì 21 ottobre alle ore 16 a Palazzo Nuovo. L'incontro è promosso dall'Assemblea studentesca che riunisce i diversi collettivi cittadini e ha l'obiettivo di coordinare le iniziative dei partecipanti. Attraverso un video diffuso sui social, gli organizzatori hanno rivendicato la partecipazione alle mobilitazioni dei giorni precedenti e la volontà di mantenere un collegamento tra gli istituti. Al confronto sono chiamati i rappresentanti delle scuole impegnate nelle proteste, con l'intenzione dichiarata di discutere le prossime azioni del movimento studentesco torinese.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
