Proteste a Roma, scuole occupate e sciopero generale il 30 ottobre
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Redazione Interno
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Cinque istituti superiori della Capitale sono stati occupati dagli studenti all'apertura di una giornata di proteste a Roma che ha visto scendere in strada anche taxi e NCC, con un presidio davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le mobilitazioni arrivano a ridosso dello sciopero generale proclamato dall'Unione Sindacale di Base per venerdì 30 ottobre, data attorno alla quale si stanno concentrando le iniziative di scuole e università.
Gli istituti occupati nella Capitale
Tra le scuole interessate dalle occupazioni c'è il liceo classico Torquato Tasso, nel centro della città, insieme al liceo artistico Giulio Carlo Argan, nel quartiere Don Bosco. Gli studenti sono entrati anche all'Istituto Magistrale Statale «Margherita di Savoia», in zona Re di Roma, e nella sede dell'Istituto Piaget Diaz di viale De Chirico, a Tor Sapienza. Le occupazioni, avviate nelle prime ore della giornata, si inseriscono in un calendario di mobilitazioni che coinvolge più quartieri e che si affianca alle proteste di categoria legate ai trasporti.
A Torino occupato il Campus Einaudi
Il fronte della mobilitazione studentesca non si limita a Roma. A Torino duecento studenti hanno occupato la palazzina di Giurisprudenza del Campus Luigi Einaudi, con una decisione maturata intorno alle 19 di lunedì 26 ottobre al termine di un'assemblea molto partecipata. A promuoverla sono stati i collettivi Studenti Indipendenti e Cambiare Rotta, insieme all'assemblea CPS e al Cua. Nel cortile, la serata è proseguita con una cena su tavoli improvvisati e con la musica, mentre all'interno si discuteva di contrasto al riarmo, di caro vita e dei fondi mancanti alle residenze studentesche gestite da Edisu.
Nel comunicato diffuso dal collettivo Cambiare Rotta, gli studenti motivano così la scelta: «Ormai da settimane gli studenti di tutta Europa si stanno mobilitando contro il caro vita e il de-finanziamento dei servizi pubblici a favore di guerra e riarmo. La settimana scorsa anche il prorettore di UniTo ha ammesso il de-finanziamento dell'università e questa settimana abbiamo ottenuto un incontro con la rettrice Prandi, auspicando una presa di posizione forte da parte della governance che condanni il ministero competente per i tagli». Il collettivo ha annunciato lo stato di agitazione permanente negli atenei. L'occupazione dovrebbe proseguire per tutta la settimana, anche se non si esclude che vada oltre.
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