Roma, occupato il liceo Mamiani: fumogeni e barricate nella notte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il liceo Terenzio Mamiani di Roma è stato occupato nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre, con un blitz degli studenti che hanno sbarrato l'ingresso utilizzando i banchi e acceso fumogeni e fuochi d'artificio. L'istituto di viale delle Milizie, nel quartiere Prati, si aggiunge alle scuole superiori coinvolte nella mobilitazione studentesca che sta interessando la Capitale e altre città italiane. L'azione è stata preparata durante la notte e ha segnato una nuova tappa della protesta negli istituti romani, dove le occupazioni si stanno moltiplicando in vista dello sciopero generale previsto per venerdì 30 ottobre.

Il blitz al Mamiani e le rivendicazioni degli studenti

L'ingresso bloccato con i banchi e l'utilizzo di fumogeni hanno caratterizzato l'avvio dell'occupazione, documentata anche attraverso immagini e video. Nel comunicato diffuso sui social, gli studenti hanno spiegato di voler sostenere le mobilitazioni di giovani e lavoratori in corso in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna, Belgio, Albania, Serbia e India. Le rivendicazioni dei collettivi riguardano il finanziamento della scuola pubblica e la contrarietà alle spese militari, considerate una priorità politica a scapito delle risorse destinate all'istruzione. Gli occupanti chiedono più investimenti per le scuole e contestano le politiche che, a loro giudizio, contribuiscono ad aggravare il costo della vita e le disuguaglianze.

Le occupazioni si estendono nella Capitale

La mobilitazione romana era cominciata il 6 ottobre al liceo Cavour, per poi coinvolgere numerosi altri istituti, tra cui il Tullio Levi Civita e il Lattanzio. Nella giornata di lunedì sono state segnalate nuove occupazioni al Tasso, al Ripetta, all'Argan, al Margherita di Savoia e al Von Neumann; nella stessa notte è stato interessato anche il Croce-Aleramo. Al liceo Giordano Bruno, invece, un tentativo è stato fermato dopo l'intervento delle forze dell'ordine, chiamate dalla dirigente scolastica. La protesta ha assunto forme differenti da un istituto all'altro, tra iniziative organizzate dai collettivi, contestazioni sulle modalità delle occupazioni e interventi per impedire l'accesso non autorizzato agli edifici.

Da Torino a Firenze, la protesta attraversa l'Italia

La mobilitazione nazionale era partita da Torino il 5 ottobre e ha raggiunto Napoli, Firenze, Genova, Bologna e Milano. Nel capoluogo piemontese le prime scuole coinvolte sono state il Regina Margherita e l'istituto Giulio, mentre a Napoli risultano occupati il Tito Lucrezio Caro, l'Umberto, il Mercalli, il Sannazaro e il Genovesi. A Firenze i dirigenti scolastici hanno segnalato alle forze dell'ordine quattordici istituti interessati dalla protesta; a Genova sono coinvolti il Gobetti e il Calvino, mentre a Bologna le occupazioni riguardano il Laura Bassi e il Copernico. Anche a Prato sono state segnalate azioni negli istituti Copernico e Rodari.

Il calendario della mobilitazione comprende lo sciopero generale del 30 ottobre, proclamato dall'Unione Sindacale di Base e affiancato da altre iniziative sindacali. La protesta coinvolge il personale dei settori pubblico e privato, compreso quello scolastico, con manifestazioni annunciate in diverse città. Per gli studenti, l'appuntamento si inserisce nelle contestazioni contro il carovita, il finanziamento dell'istruzione e le spese militari. A Milano, dopo il corteo del 16 ottobre e gli scontri del giorno successivo, la stampa ha riferito di oltre duecento persone fermate, in gran parte minorenni.

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