Flick attacca l’arbitraggio dopo Barça-Atlético: «A cosa serve il Var?»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tecnico del Barcellona, Hansi Flick, non ha usato mezzi termini al termine della sfida di Champions League persa 0-2 contro l’Atlético Madrid, scatenando un vespaio di polemiche destinato a tenere banco per giorni. L’allenatore tedesco, visibilmente contrariato al fischio finale, ha puntato il dito contro la direzione di gara del rumeno István Kovács, reo – secondo la sua lettura – di aver condizionato l’esito del match con due decisioni giudicate quantomeno discutibili.

La rabbia di Flick: due episodi al centro delle polemiche

A scatenare l’ira del tecnico sono stati, nello specifico, l’espulsione del giovane difensore Cubarsí (arrivata sul finire del primo tempo) e un presunto tocco di mano in area di Pubill, rimasto impunito nonostante il lungo check da parte del VAR. «Abbiamo perso 0-2, ma abbiamo creato buone occasioni – ha dichiarato Flick a caldo nell’intervista lampo rilasciata a Movistar Plus+ –. Non ci arrenderemo, però mi chiedo: a cosa serve il Var se non interviene su episodi così chiari?». Una stoccata secca, quella del tecnico tedesco, che ha messo in discussione l’intero sistema di controllo tecnologico, ormai al centro di un dibattito mai sopito nel calcio europeo.

La partita segnata dall’espulsione e dalle giocate di Alvarez e Sorloth

Il Barcellona, passato in inferiorità numerica dal 44’ minuto (proprio in seguito al rosso rimediato da Cubarsí), ha retto l’urto per buona parte della ripresa, salvo poi cedere di schianto. L’Atlético, arrivato al Camp Nou tra le contestazioni extra-calcistiche (il pullman della squadra era stato bersagliato con oggetti all’ingresso dello stadio), ha costruito il successo su due episodi fulminei: prima la punizione da manuale di Julián Álvarez al 45’, una traiettoria a giro che ha lasciato senza possibilità il portiere locale, poi il raddoppio di Alexander Sørloth al 70’, arrivato sfruttando al meglio gli spazi lasciati scoperti dai padroni di casa in dieci.

Lamine Yamal e le pagelle: Cubarsí ingenuo, Le Normand insuperabile

Non è bastato lo spettacolo del giovane Lamine Yamal, spesso incontenibile sulla fascia ma poco incisivo sotto porta, a scalfire la difesa madrilena. Nelle pagelle post-partita, Julián Álvarez ha ricevuto il plauso per la sontuosità del suo gesto tecnico, Sørloth è stato definito «cinico» e Cubarsí, pur con l’attenuante dell’età, ha rimediato un voto bassissimo per l’ingenuità che ha costretto i suoi in dieci uomini. Dall’altra parte, Le Normand è stato semplicemente «insuperabile», guidando una retroguardia che ha annullato le pur numerose iniziative blaugrana. Un verdetto, quello dello 0-2, che proietta l’Atlético verso il ritorno in una posizione di netto vantaggio, mentre il Barcellona – reduce dallo choc di semifinale contro l’Inter nella scorsa stagione – rischia ora l’eliminazione ai quarti, chiamato a una rimonta sulla quale Flick ha comunque giurato di non voler mollare.

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