Il mistero del drone russo sul Lago Maggiore: indagini a Ispra tra ipotesi di spionaggio e guerra ibrida

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un velivolo senza pilota, di probabile origine russa, ha solcato i cieli del Lago Maggiore, sfidando le restrizioni della no-fly zone e lasciando dietro di sé una scia di interrogativi. I captatori del Joint Research Centre di Ispra, struttura strategica della Commissione europea, hanno rilevato segnali anomali tra fine marzo e inizio aprile, spingendo i carabinieri del Ros a intervenire. Sebbene il drone non sia stato individuato visivamente, le tracce elettroniche raccolte sembrerebbero riconducibili a modelli utilizzati da Mosca, sollevando il sospetto di un’operazione di sorveglianza illegale.

La Procura di Milano, a cui è stata trasmessa la segnalazione, sta valutando se si sia trattato di un atto di spionaggio o di una provocazione orchestrata da gruppi filorussi, magari con l’intento di mettere alla prova i sistemi di difesa italiani. Non è escluso, tuttavia, che l’apparecchio possa essere stato manovrato da soggetti locali, magari per dimostrare una vicinanza ideologica al Cremlino. Quel che è certo è che il sorvolo, ripetuto più volte nell’arco di una settimana, ha violato norme di sicurezza nazionali ed europee, attirando l’attenzione delle autorità.

Le dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato esplicitamente di "guerra ibrida", hanno accentuato la tensione, mentre dal governo arrivano segnali contrastanti: c’è chi invita alla prudenza, evitando conclusioni affrettate, e chi invece sottolinea la necessità di alzare la guardia. Intanto, la Commissione europea ha preferito non commentare ufficialmente, alimentando ulteriormente il alone di mistero.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.