Drone russo su Ispra: indagini aperte, ma l'Ue esclude violazioni
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Redazione Interno
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La security del Centro di ricerca comune della Commissione europea a Ispra, in provincia di Varese, ha segnalato ai carabinieri una serie di tracce riconducibili a un drone di fabbricazione russa, rilevate sei volte in cinque giorni lo scorso marzo. Nessun avvistamento diretto, ma il sistema di monitoraggio – che cataloga automaticamente le frequenze dei dispositivi elettronici operanti in quell’area – ha associato il segnale a modelli noti per essere utilizzati da Mosca.
La procura di Milano ha aperto un fascicolo per spionaggio politico o militare, aggravato dal possibile fine terroristico, anche se al momento non ci sono indagati. Le opposizioni, tra cui Enrico Borghi di Italia Viva e Benedetto Della Vedova di +Europa, hanno già annunciato interrogazioni, mentre Forza Italia chiede chiarimenti. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di «guerra ibrida», mentre il sottosegretario Alfredo Mantovano invita alla prudenza, sottolineando che le indagini sono ancora agli inizi.
L’Unione europea, interpellata sull’accaduto, ha dichiarato che non risultano violazioni della no-fly zone istituita sopra il Joint Research Centre, un’area sensibile dove è vietato il sorvolo non autorizzato. Il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, ha espresso scetticismo sull’attribuzione certa del drone alla Russia: «Non è stato visto né intercettato – ha detto a Policy Maker – come si può stabilirne l’origine con sicurezza?».




