Drone sospetto su Ispra, indagini su possibili sorvoli e legami con filorussi
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Redazione Interno
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La Procura di Milano, che coordina le indagini sul drone di probabile origine russa transitato più volte sopra il centro di ricerca europeo di Ispra, sta verificando l’eventuale ripetersi di sorvoli non autorizzati nell’area. L’inchiesta, che si concentra su una no-fly zone di circa cinque chilometri quadrati – comprendente non solo il Joint Research Centre (Jrc) ma anche stabilimenti di Leonardo – punta a chiarire dinamiche e intenti dietro queste incursioni, mentre emergono indiscrezioni su presenze filorusse nel Varesotto.
Il generale Vincenzo Camporini, interpellato sulla vicenda, ha sottolineato la difficoltà di presidiare zone interdette al volo e di tracciare con certezza l’origine dei velivoli, specie se di piccole dimensioni. Le autorità, oltre a ricostruire i percorsi del drone – segnalato almeno sei volte sopra il sito – stanno valutando se i sorvoli abbiano coinvolto altre infrastrutture sensibili.
Parallelamente, il Copasir ha avviato un approfondimento sulle implicazioni del caso, esaminando possibili risvolti legati a attività di intelligence. Durante l’ultima riunione del comitato parlamentare, la questione è stata affrontata con particolare attenzione, dati i potenziali collegamenti con operazioni di spionaggio. Sebbene non vi siano conferme ufficiali, fonti investigative lasciano trapelare sospetti su reti locali con simpatie verso Mosca, il che amplificherebbe i timori per la sicurezza di un’area strategica come quella del Lago Maggiore




