Crystal Palace troppo forte, la Fiorentina crolla 3-0 a Londra: servono quattro gol al ritorno
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Redazione Sport
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L’andata dei quarti di finale di Conference League si è trasformata in una doccia gelata per i tifosi viola, perché la loro squadra ha letteralmente sbattuto contro il muro costruito dal Crystal Palace sul campo del Selhurst Park. Gli inglesi, senza mai strafare e anzi controllando il gioco con una certa superiorità atletica, hanno inflitto un pesante 3-0 agli uomini di Paolo Vanoli, un passivo che rende la qualificazione alla semifinale un’impresa quasi titanica in vista del ritorno al Franchi tra sette giorni. La partita, di fatto, si è decisa nella prima frazione di gioco quando gli Eagles hanno sfruttato al meglio le loro occasioni, dimostrando una concretezza che alla formazione toscana è miseramente mancata.
Un rigore discusso e il crollo nel primo tempo
La serata londinese era cominciata sotto i migliori auspici per i padroni di casa, che hanno subito messo la testa avanti grazie a un episodio controverso. Al 24’, l’arbitro lituano Donatas Rumsas ha concesso un penalty al Palace per un presunto fallo di Dodo su Guessand, nonostante l’azione sembrasse già conclusa con il tiro dell’attaccante francese. Dal dischetto, Jean-Philippe Mateta non ha tremato, spiazzando De Gea per l’1. Questo episodio, viziato da una certa rigidità arbitrale, ha gettato nello sconforto la retroguardia viola, che sette minuti più tardi è crollata nuovamente: una respinta corta di De Gea sul tentativo di Mateta è stata capitalizzata da Tyrick Mitchell, bravo a insaccare il raddoppio e a firmare il 2. Un primo tempo, quello giocato dalla Fiorentina, davvero insufficiente sul piano dell’intensità e della malvagità sotto porta.
La reazione sterile e i numeri spietati
Nella ripresa, complice forse la disperazione o l’orgoglio ferito, la squadra di Vanoli ha provato a cambiare volto. L’occasione più nitida per riaprire i giochi è capitata sui piedi di Giovanni Fabbian, il cui tiro potente ha solo lambito la traversa alla traversa dopo una bella azione corale. Un’occasione, quella, che ha dato l’illusione di una possibile rimonta, illusione poi svanita nel nulla di fronte alla sostanziale impotenza offensiva della formazione italiana. I numeri, del resto, raccontano una verità impietosa: il Crystal Palace ha prodotto un Expected Goals (xG) di 3.05 contro lo 0.45 della Fiorentina, ha calciato verso la porta per 17 volte (contro 8) e ha creato ben 7 grandi occasioni da rete a fronte dello zero degli ospiti.
Un’atmosfera surreale e l’analisi del dopo partita
Prima del calcio d’inizio, l’attenzione era stata catturata da un siparietto curioso: sugli spalti del Selhurst Park, i tifosi locali hanno accolto le squadre con una pioggia di coriandoli e rotoli di carta igienica, un’atmosfera che richiamava più gli stadi sudamericani che la tradizione inglese. A spegnere ogni velleità viola ci ha pensato Ismaïla Sarr, che all’89’ ha insaccato di testa il terzo gol, chiudendo definitivamente i conti su un cross di Daichi Kamada. Nel post partita, l’analisi di Sandro Sabatini è stata tranchant: “Non c’è stata partita”, ha commentato, sottolineando come il divario tecnico e fisico fosse imbarazzante. Per la Fiorentina, ora, servirà un miracolo al ritorno, con l’obiettivo di vincere con almeno quattro gol di scarto per sperare ancora in Europa.




