Indipendenza dell’Ucraina, 35 anni dopo l’Urss: Kiev al centro
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Redazione Esteri
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L’indipendenza dell’Ucraina compie 35 anni mentre Kiev torna al centro degli interessi europei e globali, con la visita dei capi di Stato europei nella capitale per celebrare l’anniversario. L’immagine dei leader riuniti in Ucraina esprime forza, ma porta con sé anche le ambiguità di una ricorrenza che cade durante il 1.635° giorno di guerra. La distanza dal 1991 è evidente: allora il Parlamento approvò quasi all’unanimità la scelta di garantirsi l’autonomia dall’Unione Sovietica, successivamente sancita nel mese di dicembre attraverso un referendum. Trentacinque anni dopo, quello Stato si trova in una posizione centrale per gli equilibri del continente e per interessi che vanno oltre i confini europei.
Dal voto del 1991 alla centralità internazionale di Kiev
Quando il Parlamento ucraino approvò la separazione dall’Unione Sovietica, era difficile immaginare fino a che punto l’Ucraina sarebbe diventata un punto di attenzione internazionale. Il passaggio decisivo arrivò in una fase in cui nell’area sovietica si muovevano già forti spinte verso la separazione, mentre il referendum di dicembre confermò la scelta compiuta pochi mesi prima. Il trentacinquesimo anniversario mette quindi a confronto due momenti molto diversi: da una parte la nascita dello Stato indipendente nel quadro della dissoluzione dell’Urss, dall’altra una Kiev diventata sede di visite politiche europee e riferimento di interessi continentali e globali durante una guerra ancora in corso.
Un elemento significativo risale alle settimane che precedettero quella decisione. Tre settimane prima del voto sull’indipendenza, proprio Kiev aveva ricevuto la visita dell’allora presidente degli Stati Uniti George Bush, che si mostrò dubbioso rispetto ai venti di separazione già presenti. Il confronto con la situazione attuale rende evidente il cambiamento della posizione internazionale dell’Ucraina. La capitale che nel 1991 attraversava una fase decisiva nella definizione della propria autonomia ospita oggi capi di Stato europei arrivati per partecipare alla celebrazione dell’anniversario, in una cornice segnata direttamente dal conflitto e dalla crescente attenzione riservata al Paese.
La guerra nel giorno dei 35 anni dall’indipendenza
L’anniversario arriva mentre il conflitto ha raggiunto il 1.635° giorno e le conseguenze degli attacchi restano visibili sul territorio. Il 25 agosto 2026, nella città di Kramatorsk, in prima linea nella regione di Donetsk, alcuni condomini sono stati colpiti da un attacco aereo russo. Le immagini degli edifici danneggiati accompagnano così le celebrazioni dei 35 anni senza Urss e mostrano il contrasto tra la ricorrenza istituzionale e la realtà della guerra. La presenza dei leader europei a Kiev assume in questo contesto un significato che va oltre la cerimonia, perché coincide con una fase nella quale l’Ucraina continua a essere direttamente coinvolta negli interessi politici e militari del continente.
Nelle stesse ore emerge anche il tema dello schieramento militare degli Stati Uniti e delle consultazioni all’interno della Nato. Secondo quanto dichiarato da un funzionario dell’Alleanza, Washington si sta consultando con gli Alleati nell’ambito della revisione del proprio schieramento militare. Il sottosegretario alla Guerra per la Politica degli Stati Uniti, Elbridge Colby, parteciperà il 27 agosto a una riunione del Consiglio Nord Atlantico prevista nell’ambito di questa consultazione. Il passaggio si inserisce nello stesso scenario internazionale nel quale ricade l’anniversario ucraino, con Kiev al centro dell’attenzione europea mentre proseguono il conflitto e il confronto sul dispositivo militare statunitense.
Trentacinque anni senza Urss e un anniversario segnato dal conflitto
La ricorrenza dei 35 anni dall’indipendenza lega quindi il passaggio storico del 1991 alla condizione attuale dell’Ucraina. Il voto parlamentare quasi unanime, il referendum di dicembre e i dubbi manifestati poche settimane prima da George Bush appartengono alla fase in cui il Paese definiva il proprio distacco dall’Unione Sovietica. Oggi lo stesso anniversario viene celebrato con i capi di Stato europei presenti a Kiev, mentre a Kramatorsk restano visibili gli effetti di un attacco aereo russo e la guerra raggiunge il suo 1.635° giorno. Accanto alle celebrazioni, le consultazioni tra Stati Uniti e Alleati sulla revisione dello schieramento militare mostrano quanto la situazione ucraina continui a intrecciarsi con le principali questioni di sicurezza del continente.
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