Omicidio di Pontirolo, Modafferi ammette di aver sparato per paura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Rocco Modafferi, 58 anni, è stato arrestato domenica scorsa con l'accusa di omicidio volontario per la morte di Roberto Guerrisi, operaio calabrese di 42 anni, avvenuta a Pontirolo Nuovo, in provincia di Bergamo. Durante l'interrogatorio di convalida, tenutosi nella mattinata di martedì 31 dicembre, Modafferi ha ammesso di aver sparato, ma ha dichiarato di averlo fatto per paura.

L'episodio, che ha sconvolto la comunità locale, è avvenuto sabato scorso, quando una lite tra famiglie è degenerata in tragedia. Guerrisi, originario di Gioia Tauro, è stato colpito al volto da un colpo di pistola calibro 22, rinvenuta successivamente grazie all'intervento dell'unità cinofila dei carabinieri. L'arma era nascosta in una cabina elettrica dietro il capanno della famiglia Bonfiglio, parenti del presunto assassino.

Il giudice per le indagini preliminari di Bergamo, Stefano Storto, si è riservato la decisione sulla convalida del fermo e sulla misura cautelare. Nel frattempo, Modafferi rimane in custodia cautelare in carcere. Durante l'interrogatorio, l'uomo ha fornito una versione dei fatti in cui ha sostenuto di aver agito per paura, senza però fornire ulteriori dettagli sulle circostanze che lo avrebbero portato a compiere il gesto estremo.

La vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica e ha sollevato numerosi interrogativi sulle dinamiche che hanno portato alla tragica morte di Guerrisi.

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