Il semestre filtro di Medicina verso l'annullamento: gli avvocati lanciano l'allarme
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Redazione Interno
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La riforma dell'accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, il cosiddetto semestre filtro, si avvia verso una possibile cancellazione per via giudiziaria. A rendere concreta questa prospettiva, che circola ormai da settimane negli ambienti universitari e forensi, è l'allarme lanciato dallo studio legale Leone & Fell, il quale sta seguendo numerosi ricorsi contro il nuovo meccanismo di selezione voluto dalla ministra Anna Maria Bernini. Gli avvocati, che rappresentano il comitato Medicina senza filtri, hanno dichiarato senza mezzi termini che il provvedimento, "con molta probabilità sarà annullato dal Tar" del Lazio, un'ipotesi che, se si materializzasse, getterebbe nel caos più totale un anno accademico già estremamente travagliato per migliaia di aspiranti medici.
Un'odissea amministrativa dalle molteplici facce
Il percorso che ha condotto a questo potenziale ribaltamento giudiziale è stato lastricato di incertezze e criticità operative, le quali hanno coinvolto atenei e studenti in una sorta di labirinto normativo. A Modena, per fare un esempio concreto, soltanto 119 candidati sono stati formalmente ammessi al corso di laurea, mentre un numero ben più consistente di giovani è rimasto in una posizione di attesa, aggrappato alle speranze offerte da una graduatoria nazionale i cui criteri sono stati più volte rimodulati nel corso dei mesi. Il sistema, nato con l'intento dichiarato di superare l'algida logica del test a crocette unico e nazionale, si è rivelato invece un meccanismo confuso e frammentato, costringendo molti a un'odissea amministrativa ancor prima di potersi confrontare con le effettive difficoltà dello studio medico.
La risposta legale si organizza in un ricorso collettivo
Di fronte a una simile situazione, la reazione organizzata delle famiglie e degli studenti non si è fatta attendere, trovando un punto di coagulo nell'iniziativa dell'avvocato Danilo Granata. Proprio da Cosenza, infatti, è partito l'annuncio di un ricorso collettivo volto a tutelare, in particolare, i numerosi ragazzi calabresi rimasti esclusi da quel processo selettivo che prometteva maggiore equità e invece, a loro dire, ha prodotto disuguaglianze e profonda delusione. Questa azione legale, che si aggiunge ad altre già predisposte, punta a dimostrare come il semestre filtro abbia generato, nei fatti, un panorama di grave disparità di trattamento tra i candidati di diverse università, vanificando quel principio di meritocrazia che pure era stato enfatizzato nella presentazione della riforma.
Il riconoscimento politico delle criticità
A confermare la portata dei problemi emersi, del resto, era intervenuta direttamente la ministra Bernini, la quale aveva pubblicamente ammesso le falle e le difficoltà di attuazione del nuovo sistema. Quell'ammissione, se da un lato rappresentava un atto di presa di responsabilità politica, dall'altro costituisce ora un elemento non trascurabile nel dossier che i giudici amministrativi si troveranno a esaminare. La sequenza di eventi – errori tecnici, proteste diffuse, modifiche apportate al regolamento in corso d'opera – dipinge il quadro di un cambio di paradigma gestito in modo affrettato e poco lineare, i cui effetti si sono scaricati interamente sulle spalle degli studenti, costretti a navigare in un mare di regole instabili mentre cercavano di garantire il proprio futuro accademico.




