Trump impone dazi del 25% sulle auto importate, Carney promette difesa del Canada
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Redazione Esteri
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La decisione di Donald Trump di applicare una tassa del 25% su tutte le auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti, a partire dal 2 aprile, ha scatenato una reazione immediata da parte del premier canadese Mark Carney, che non ha esitato a definire la mossa un "attacco molto diretto". "Difenderemo i nostri lavoratori, le nostre aziende e il nostro Paese", ha dichiarato, sottolineando la necessità di un fronte unito contro quella che viene percepita come una misura protezionistica.
L’annuncio, fatto ieri nello Studio Ovale, rientra in una strategia commerciale che il tycoon persegue da tempo, nonostante le critiche di economisti e alleati. Trump, che in passato aveva già minacciato dazi simili, ha giustificato la scelta affermando che "non esiste una macchina al 100% americana", come riportato dalla Cnn, ma ciò non sembra aver frenato la sua determinazione. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato l’anticipo dell’annuncio, originariamente previsto per il 2 aprile, giorno in cui sarebbero dovuti entrare in vigore anche i cosiddetti "dazi reciproci".
L’Europa, da parte sua, ha reagito con prudenza. Ursula von der Leyen, pur esprimendo "profondo rammarico", ha lasciato intendere che Bruxelles preferirà cercare una soluzione negoziale piuttosto che rispondere con misure punitive immediate, come avvenuto in passato per alluminio e acciaio. L’obiettivo, ha precisato, è trovare un accordo che tuteli gli interessi economici di entrambe le sponde dell’Atlantico, evitando un’escalation dannosa per tutti.
Intanto, sullo sfondo, persistono le polemiche legate alla crisi del gruppo Signal, utilizzato dai vertici della Difesa e dell’intelligence statunitense per coordinare operazioni militari, che rischia di offuscare ulteriormente l’immagine dell’amministrazione Trump. Sebbene non vi sia un nesso diretto con la questione dei dazi, l’accelerazione dell’annuncio potrebbe essere letta come un tentativo di distogliere l’attenzione dai recenti scandali.




