Papa Leone lascia l’Angola e vola in Guinea Equatoriale: l’ultima tappa tra accoglienza e attesa
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Redazione Esteri
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L’Airbus ITA A330-900neo è decollato dall’aeroporto internazionale di Luanda “4 de Fevereiro” alle 9.19 (ora locale), segnando la conclusione della terza tappa del viaggio apostolico africano. Il Pontefice, che prima di salire a bordo è stato salutato dal presidente João Manuel Gonçalves Lourenço, ha così dato il via al trasferimento verso la Guinea Equatoriale, ultimo atto di questa lunga traversata che lo ha portato a toccare, con un passo incessante, le periferie del continente. Le due ore e mezza di volo previste separano fisicamente il Pontefice dalla quarta nazione visitata, un Paese, va ricordato, che mancava all’appello dei pontefici dal lontano 1982, quando fu san Giovanni Paolo II a varcarne i confini.
L’ottava giornata in Angola: il gesto concreto per gli anziani di Saurimo
Prima di lasciare il suolo angolano, però, l’ottava giornata del viaggio – la terza spesa in Angola – è stata scandita da impegni che hanno messo al centro le fragilità umane. Il Pontefice, decollato di buon’ora da Luanda, ha raggiunto Saurimo per visitare la Casa di accoglienza per anziani, un luogo che accoglie circa sessanta persone spesso dimenticate dalle famiglie. Si tratta, in molti casi, di malati, di abbandonati o addirittura di maltrattati, vittime di un'accusa terribile come quella di stregoneria che ha portato i parenti a isolarli. Lì, incontrando chi rappresenta la “saggezza” di un popolo, il Papa ha voluto lanciare un segnale forte contro quella che definisce una vera e propria “cultura dello scarto”, ascoltando le loro voci prima ancora di parlare.
L’arrivo a Malabo: il programma fitto tra istituzioni e sofferenza
Mentre l’aereo solca i cieli africani, la macchina organizzativa a Malabo è già in moto per accogliere il successore di Pietro. Il programma che lo attende è particolarmente denso e prevede, come primo atto ufficiale, la visita di cortesia al presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. Subito dopo, il Pontefice terrà un incontro con le autorità del luogo, per poi spostarsi su un versante completamente diverso, quello culturale e sociale. Non mancherà, e questo è un passaggio molto atteso, la visita all’ospedale psichiatrico Jean Pierre Olie, un luogo simbolo dove la sofferenza mentale si intreccia spesso con la povertà estrema e la mancanza di cure adeguate.
L’attesa della popolazione e il ricordo sbiadito del passato
L’attesa, a dirla tutta, è palpabile tra la popolazione locale che vede in questo arrivo una consolazione tanto attesa. Per molti, il ricordo di una visita papale è sbiadito, quasi un’eco lontana di un evento storico sentito solo alla radio durante il pontificato di Wojtyla. Oggi, invece, molti di quei ragazzini che ascoltavano per radio la messa del 1982 potranno vedere il Papa “in carne e ossa”, un evento che restituisce speranza a un popolo desideroso di ricevere una grande benedizione. Il Pontefice, va detto, si tratterrà nel Paese fino al 23 aprile, quando farà finalmente ritorno in Vaticano, chiudendo idealmente il cerchio di un viaggio che lo ha visto pellegrino in Algeria, Camerun e Angola.




