Annegato a 7 anni nella piscina delle terme, il regalo di compleanno diventa una tragedia sotto gli occhi del padre

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Era un regalo pensato per regalare una manciata di giorni spensierati, lontano dal traffico e dalla frenesia di Roma, e invece si è trasformato in un incubo senza ritorno. Gabriele Ubaldo Petrucci, che solo giovedì aveva spento sette candeline, non c’è più. La sua vacanza, una parentesi di quattro giorni alle Terme Vescine di Suio, nel comune di Castelforte (al confine tra Lazio e Campania, territorio noto per le acque sulfuree), si è conclusa ieri pomeriggio, intorno alle 16, con l’arrivo dei sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Il piccolo, secondo una prima e ancora parziale ricostruzione, sarebbe stato risucchiato da un bocchettone della piscina mentre faceva il bagno, e il padre – presente in quel momento, a pochi metri da lui – avrebbe assistito impotente alla scena, senza poter impedire che l’acqua lo inghiottisse.

La dinamica e i rilievi dei carabinieri

Sul posto, insieme ai medici d’urgenza, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Formia e quelli della Stazione di Castelforte, oltre al Nucleo Operativo e Radiomobile. La loro attività, al momento, si concentra sulla ricostruzione esatta di quanto accaduto all’interno della struttura ricettiva (l’hotel Le Vescine), dove il piccolo si trovava con i genitori. L’ipotesi più accreditata, quella del risucchio causato dall’impianto di filtraggio, è al vaglio degli inquirenti coordinati dalla Procura di Cassino. Nessun dettaglio è stato ancora divulgato sulle condizioni della vasca o sulla manutenzione degli impianti, ma i militari hanno già acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza, laddove presenti, e ascoltato i primi testimoni, tra cui il personale dello stabilimento termale.

Un precedente analogo nella primavera scorsa

Quella di Suio Terme non è una vicenda isolata, e chi si occupa di cronaca giudiziaria lo sa bene. Lo stesso meccanismo – il bloccato sott’acqua da un bocchettone o da un filtro – richiama alla mente un episodio drammatico avvenuto lo scorso 5 aprile a Pennabilli, nel Riminese. In quel caso, un ragazzino di dodici anni, Matteo Brandimarti, rimase con una gamba incastrata nel sistema di aspirazione di una vasca idromassaggio all’interno della spa di un hotel; sopravvisse alcuni giorni all’incidente, ma poi morì. Le analogie, sebbene da verificare con cautela dagli investigatori, sono evidenti e ripropongono l’eterna fragilità di certi dispositivi, pensati per il benessere ma capaci, in condizioni sfortunate o per mancanza di manutenzione, di trasformarsi in trappole mortali.

L’indagine della Procura di Cassino e il silenzio della struttura

La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo, ancora contro ignoti, per ricostruire eventuali responsabilità. I carabinieri stanno verificando se la piscina fosse dotata di tutte le certificazioni di sicurezza previste, e se i bocchettoni – specie quelli di diametro maggiore – fossero provvisti delle necessarie griglie di protezione o di sistemi a doppia aspirazione, capaci di ridurre la pressione in caso di occlusione. La struttura termale, per il momento, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, limitandosi a collaborare con gli inquirenti. Ciò che resta, nell’attesa degli esiti tecnici (che potrebbero richiedere settimane, tra perizie e sopralluoghi), è l’immagine di un compleanno diventato lutto, e di un padre che ha visto suo figlio scomparire sott’acqua senza potergli tendere una mano in tempo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.