Jimmy Kimmel nel mirino di Trump dopo la battuta su Melania: “vedova in attesa”
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Redazione Esteri
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La first lady, che raramente interviene nelle polemiche mediatiche con la stessa veemenza del marito, ha rotto il silenzio con un post destinato a fare il giro del web. Melania Trump, difatti, ha definito “un codardo” il comico Jimmy Kimmel, reo di averla soprannominata “una vedova in attesa” durante uno sketch registrato in vista della cena di gala dei corrispondenti della Casa Bianca. Quella frecciatina, che il presidente degli Stati Uniti – ormai insediato da più di un anno alla Casa Bianca – ha giudicato «inaccettabile», ha innescato una reazione a catena che va ben oltre la semplice lite tra star del piccolo schermo e primo cittadino.
La battuta che ha scatenato l’ira della coppia presidenziale
Nel video, divenuto virale sui social, Kimmel si era rivolto direttamente alla first lady con un tono ironico: «Guardate Melania, così bella. Signora Trump, avete un bagliore come una vedova in attesa». Il riferimento malizioso, che alludeva a un possibile lutto improvviso del presidente, è stato percepito dalla coppia Trump come un attacco personale di cattivo gusto, specialmente se contestualizzato nell’aria tesa che precedeva l’evento. La registrazione, va notato, risaliva a due giorni prima del tentativo di assassinio consumatosi sabato sera proprio durante la cena. Un dettaglio, quest’ultimo, che ha trasformato una provocazione comica in un elemento politicamente esplosivo.
La reazione di Donald Trump: “licenziato su due piedi”
Il presidente, sfuggito miracolosamente all’attentato durante il galà, non ha perso tempo e ha attaccato frontalmente il conduttore della Abc. «Va licenziato su due piedi», ha tuonato Trump, lasciando intendere che la rete televisiva dovrebbe prendere provvedimenti immediati contro Kimmel. La richiesta, per quanto informale, acquista un peso particolare se si considera che il presidente gode ancora di una solida base di consensi e che le sue parole, in passato, hanno avuto ripercussioni concrete su carriere e aziende. Né è mancata una stoccata ai giornalisti presenti all’evento, accusati implicitamente di alimentare un clima di derisione verso la sua famiglia.
La controffensiva repubblicana e l’ombra dell’attentato
L’elemento che ha reso la vicenda ancora più complessa è la sovrapposizione temporale tra la diffusione dello sketch e l’attentato subito da Trump. I repubblicani, guidati dal capo del Comitato nazionale, Joe Gruters, hanno subito collegato i due fatti: secondo Gruters, l’attacco fisico al presidente sarebbe «il risultato inevitabile di una sinistra radicalizzata che ha normalizzato la violenza politica». La battuta di Kimmel, insomma, viene letta dai trumpiani non come un semplice esercizio di stile comico, ma come un tassello di quella “retorica pericolosa e incendiaria” che, a loro dire, avrebbe aperto la porta a gesti estremi. Non c’è, in questa ricostruzione, alcuna attenuante per il conduttore: la sua frase su Melania diventa il simbolo di un’intera narrazione ostile.
Il video virale e l’assenza di scuse da parte del comico
Nel frattempo, Kimmel – volto noto del late show della Abc – non ha ancora ritrattato pubblicamente le sue parole. Lo sketch, presentato come un “discorso ufficiale” parodistico, rientra nella tradizione irriverente delle cene dei corrispondenti, dove da decenni i presidenti e i comici si scambiano battute al vetriolo. Stavolta, però, la cornice è cambiata radicalmente: non c’era più la leggerezza degli anni passati, ma la tensione di un evento finito nel sangue, seppur senza vittime. Trump, consapevole della forza mediatica della sua offensiva, ha scelto di non citare esplicitamente l’attentato nel suo attacco a Kimmel, lasciando che fosse il partito a tirare le fila del ragionamento. Melania, dal canto suo, con quel “codardo” lanciato su X, ha voluto chiudere la partita sul piano personale: per lei, il comico non è solo un avversario politico, ma un uomo che ha mancato di rispetto a una donna di fronte al mondo intero.




