Tolentino piange Gentiana, il sindaco Sclavi: "Primo pensiero ai figli, attiveremo protocollo per sostenerli"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   "La preoccupazione più grande, in questo momento, sono i figli di Gentiana. Stiamo facendo tutto il possibile per offrire loro il massimo supporto". A parlare è Mauro Sclavi, sindaco di Tolentino, che da quando sabato scorso Gentiana Kopili, 45 anni, è stata uccisa a coltellate dall’ex marito Nikollaq Hudhra, non ha mai smesso di seguire da vicino la famiglia della vittima. Già nella notte dell’omicidio, per i due ragazzi di 21 e 23 anni, è stato attivato un servizio di assistenza psicologica attraverso l’associazione Ast. "Ho coinvolto anche Il Giardino Segreto", ha aggiunto Sclavi, riferendosi all’ente capofila del progetto Airone, finanziato da Con i Bambini, che si occupa degli orfani di femminicidio.

Mentre la città si stringeva attorno ai giovani, ieri sera oltre mille persone hanno sfilato in un corteo silenzioso per le vie di Tolentino, organizzato dal Comune in accordo con i capigruppo consiliari. Una marcia per ricordare Gentiana e denunciare la violenza di genere, quella stessa violenza che sabato sera, in viale Benadduci, ha avuto il volto di Hudhra, 55enne albanese che ha aggredito la ex moglie alle spalle, colpendola ripetutamente con un coltello.

Davanti al Gip di Macerata, l’uomo – collegato in videoconferenza dal carcere di Montacuto – non ha mostrato alcun pentimento, anzi ha ribadito con freddezza le stesse parole pronunciate in caserma dopo l’arresto. "L’ho uccisa per liberare i miei figli", ha dichiarato, definendo la vittima "una creatura mostruosa". "Ora che quel mostro è morto, loro sono salvi", ha aggiunto, sostenendo di aver agito senza altre motivazioni. Un racconto che, già nelle prime ore, aveva sconcertato gli investigatori: "Lei ci ha massacrati", aveva detto Hudhra, accusando Gentiana di aver rovinato la vita sua e dei figli.

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