Il concerto dei Litfiba a Pescara infiamma la politica: Testa (FdI) cita De Gregori e attacca Pelù
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il tour dei Litfiba per celebrare i quarant'anni di "17 Re" ha fatto tappa al Porto Turistico di Pescara, trasformando quella che doveva essere una festa di rock italiano in un vero e proprio caso politico. Sul palco del Terrasound Festival, il frontman della band fiorentina, Piero Pelù, ha alternato l'esecuzione dei brani storici a interventi caratterizzati da un forte carico ideologico, scatenando la reazione immediata del deputato abruzzese di Fratelli d'Italia, Guerino Testa, presente tra il pubblico.
A far discutere sono state in particolare le dichiarazioni del rocker, che ha scagliato pesanti invettive contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, utilizzando un linguaggio volutamente provocatorio e diretto. Pelù ha anche concluso la sua performance sventolando il tricolore e scandendo un chiaro messaggio politico: "Viva l'Italia libera e antifascista".
Un gesto che, nell'anno del quarantennale di un album che è considerato il capitolo centrale della "Trilogia del potere", ha assunto un peso specifico notevole, richiamando lo spirito contestatario che ha sempre caratterizzato la band.
La replica del deputato: "Ha ragione De Gregori"
La risposta di Guerino Testa, deputato di Fratelli d'Italia e figura politica di spicco in Abruzzo, non si è fatta attendere. Il parlamentare ha preso le distanze dall'atteggiamento del cantante, definendo l'intervento del leader dei Litfiba come un'espressione di "ideologizzazione" più che di concreta critica politica. Per sostenere la sua tesi, Testa ha citato le recenti dichiarazioni del cantautore Francesco De Gregori, che in una conferenza stampa aveva espresso il proprio imbarazzo nei confronti degli artisti che utilizzano il palco per fare proclami politici.
Testa, ex presidente della Provincia di Pescara e oggi deputato della XIX legislatura, ha accolto con favore le parole di De Gregori, il quale aveva affermato di rifiutare il ruolo di "santone o educatore politico", sottolineando che il suo pensiero si esprime unicamente attraverso le canzoni che scrive e non tramite proclami, poiché non si sente superiore a nessuno per indicare quale posizione assumere su questioni complesse come quelle internazionali.
Un concetto, quest'ultimo, che aveva già scatenato un acceso dibattito nel mondo della musica e dello spettacolo, come evidenziato anche dalle polemiche seguite alle dichiarazioni di Al Bano, che si era detto d'accordo con il cantautore romano.
Palco e politica: una linea di confine
La polemica sollevata dal concerto di Pescara riporta al centro del dibattito il tema, sempre attuale, del rapporto tra artisti e impegno politico. Da un lato, la posizione di De Gregori, che rivendica la libertà dell'artista di non essere un "pifferaio" al servizio di una causa, richiamando idealmente le storiche contrapposizioni tra intellettuali e potere.
Dall'altro, la lunga tradizione del rock e della canzone d'autore italiana che ha spesso fatto della contestazione politica un elemento identitario, come nel caso dei Litfiba, la cui "Trilogia del potere" è un manifesto artistico contro le oppressioni.
La performance di Pelù, che ha fatto seguito alla storica reunion della formazione originale dei Litfiba, avvenuta in occasione del Concertone del Primo Maggio, sembra aver voluto ribadire con forza questa vocazione politica, trasformando il palco di Pescara in un luogo di scontro ideologico.
Un atteggiamento che, se da una parte trova consenso tra i fan più fedeli che vedono nella coerenza artistica un valore fondamentale, dall'altra ha innescato un'accesa reazione politica, dimostrando come la musica, ancora oggi, sia un terreno fertile per lo scontro tra visioni del mondo opposte.
Un tour tra musica e polemiche
L'episodio di Pescara si inserisce in un tour estivo che sta registrando il tutto esaurito in tutta Italia, con i Litfiba che stanno riportando dal vivo la potenza visionaria di "17 Re". Il concerto, organizzato da MC2Live, era uno degli appuntamenti più attesi della stagione, ma ha finito per catalizzare l'attenzione più per le dichiarazioni politiche del frontman che per la musica, oscurando in parte la celebrazione di un album che ha segnato una svolta decisiva per il rock italiano.
La reazione di Guerino Testa, che ha scelto di rispondere per le rime citando un'altra voce autorevole come quella di De Gregori, ha trasformato una serata di musica in un episodio di cronaca politica, destinato probabilmente ad alimentare il dibattito per i prossimi giorni.




