Ilva a Taranto: la protesta ai Giochi del Mediterraneo 2026

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La protesta sull’Ilva a Taranto ha segnato la cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo 2026, con alcuni attivisti che hanno occupato gli spalti dello stadio Erasmo Iacovone per comporre la scritta “Ilva is killer”. Gli attivisti hanno indossato magliette bianche con una lettera impressa su ciascun capo, formando la frase contro la grande fabbrica simbolo della città e richiamando l’attenzione sul rapporto tra salute e lavoro. La manifestazione è stata documentata con una foto condivisa dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che ha scritto: “Taranto senza verità non sarà libera”.

La contestazione è arrivata durante un evento pubblico dedicato ai Giochi del Mediterraneo, portando nuovamente al centro il tema dell’ex Ilva e delle questioni legate allo stabilimento siderurgico di Taranto. La protesta degli attivisti si è svolta in modo pacifico e ha riportato l’attenzione sul nodo che da anni accompagna la città, quello della ricerca di un equilibrio tra attività industriale, salute e lavoro. La scritta comparsa sugli spalti ha rappresentato il messaggio scelto dagli autori della manifestazione per richiamare l’attenzione sulla vicenda della grande fabbrica.

La questione ex Ilva torna al centro del dibattito

La vicenda dell’ex Ilva di Taranto si inserisce in una storia che, secondo quanto ricordato nel dibattito sulla fabbrica, dura da molti anni. Quando il polo siderurgico venne pensato e poi costruito quasi settant’anni fa, furono compiuti errori descritti come alcuni inconsapevoli e altri consapevoli. Gli sviluppi delle ultime settimane vengono collegati a una situazione che si trascina da tempo e che rappresenta una conseguenza delle scelte compiute nel corso degli anni attorno allo stabilimento.

Il complesso siderurgico più grande d’Europa è uscito lentamente di scena dopo un’agonia durata 14 anni. L’Ilva non viene più indicata come un tempo, mentre la situazione dello stabilimento continua a essere al centro delle discussioni tra Taranto e Roma. Il decreto con cui, a luglio scorso, il tribunale di Milano ha imposto la chiusura entro 90 giorni dell’area a caldo, salvo l’adozione di misure per ridurre le emissioni nocive e procedere al risanamento ambientale, viene indicato come un passaggio decisivo nella lunga vicenda industriale.

Le contestazioni a Giorgia Meloni e il futuro dello stabilimento

Durante la cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo 2026 a Taranto sono arrivate contestazioni anche nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dopo l’evento, la premier ha dichiarato di comprendere le ragioni di chi esprime dissenso, intervenendo anche sul tema dell’ex Ilva e sulla situazione dell’impianto. Le sue parole hanno riguardato l’impegno del governo sulla vicenda e le iniziative previste nei giorni successivi.

Giorgia Meloni ha annunciato che è prevista una nuova riunione per esaminare le manifestazioni di interesse relative all’assetto dell’impianto. La questione dell’ex Ilva resta quindi legata alle decisioni sul futuro della struttura e alle valutazioni in corso. La protesta andata in scena allo stadio Erasmo Iacovone ha riportato visibilità alla posizione degli attivisti e al tema salute-lavoro che continua ad accompagnare il rapporto tra Taranto e la grande fabbrica.

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