Garlasco, il santuario della Bozzola e le ombre del caso Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Garlasco, piccolo comune in provincia di Pavia, il santuario della Bozzola è tornato al centro dell’attenzione per un intreccio tra fede, cronaca nera e indagini giudiziarie che affondano le radici in un passato mai del tutto chiarito. Nel 2014, il luogo di culto fu scosso da un presunto scandalo sessuale che avrebbe coinvolto don Gregorio Vitali, sacerdote poi trasferitosi per un breve periodo nella Bassa parmense, a Roncole Verdi, senza però ricevere incarichi ufficiali dalla diocesi di Fidenza.

Proprio quel periodo, secondo alcune rivelazioni emerse durante le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi – la giovane uccisa nel 2007 nella sua villetta – potrebbe nascondere un legame con il delitto. Un latitante, la cui identità resta protetta dalle indagini, avrebbe dichiarato che la vittima "aveva scoperto un segreto" legato al santuario, circostanza che avrebbe scatenato la sua fine.

Le indagini, ancora oggi in corso, hanno riportato alla luce anche il nome di Andrea Sempio, il cui avvocato, Massimo Lovati, ha assunto una linea difensiva aggressiva, contestando ogni prova e definendo il proprio assistito "un comunista, un disadattato". Lovati, storico legale della famiglia Sempio e iscritto all’albo di Pavia dal 1982, ha alimentato ulteriori polemiche evocando persino l’ipotesi di un sicario e accennando a riti satanici, in un caso che continua a dividere tra chi sostiene la colpevolezza di Alberto Stasi, unico condannato, e chi invece ritiene che la verità sia ancora sepolta.

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