Passolanciano, le persone bloccate in hotel sotto tre metri di neve: dall’appello all’intervento dell’Esercito, «finalmente torniamo a casa»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono servite ore di attesa, contatti intermittenti con l’esterno e la progressiva consapevolezza di un isolamento quasi totale, prima che per le undici persone intrappolate nell’hotel di Passolanciano – sul versante pescarese del comprensorio sciistico della Maiella – arrivasse il segnale tanto atteso: quello della viabilità ripristinata. La struttura, che si trova nel territorio comunale di Serramonacesca, a cavallo tra la provincia di Pescara e quella di Chieti, era stata letteralmente inghiottita da un accumulo nevoso che in alcune aree raggiungeva i tre metri di profondità. Entrambe le strade di accesso, inevitabilmente, si erano rivelate impraticabili; gli alberi caduti e le raffiche di vento avevano reso ogni tentativo di movimento autonomo una pura illusione.

L’intervento del Nono Reggimento Alpini e il ripristino della viabilità

Per raggiungere l’hotel e procedere all’evacuazione – operazione resa ancora più complessa dalle condizioni meteo avverse che hanno colpito in particolare Abruzzo, Molise e Marche – è stato attivato il Nono Reggimento Alpini dell’Esercito. I militari, come confermato dalla Difesa, sono riusciti a ripristinare una parte della viabilità, quella necessaria per avvicinarsi alla struttura con i mezzi pesanti. Ora si attendono i mezzi dell’Anas per completare il deflusso e garantire un allontanamento sicuro di tutti gli ospiti. «Finalmente torniamo a casa», hanno detto alcuni dei bloccati, visibilmente sollevati nel vedere i primi mezzi militari arrivare dopo ore di appelli e silenzi radio.

Un’altra struttura isolata a Castiglione Messer Marino

Non solo Passolanciano. Il maltempo ha creato situazioni analoghe in altri punti dell’entroterra abruzzese. Sei ospiti sono rimasti bloccati anche in un’altra struttura ricettiva, localizzata nel territorio di Castiglione Messer Marino. Anche lì la neve aveva reso impossibile qualsiasi collegamento carrabile. Per quell’evacuazione – che è ancora in corso – si sta utilizzando un mezzo cingolato, l’unico in grado di muoversi su un manto nevoso così instabile e profondo. Le operazioni, in questo caso, procedono con maggiore lentezza, ma senza criticità aggiuntive segnalate.

Dall’isolamento al rientro: le fasi dell’operazione di soccorso

Le persone rimaste bloccate nell’hotel di Passolanciano – dove si erano rifugiate nella speranza di attendere la fine della perturbazione – hanno trascorso ore di sostanziale immobilità, senza possibilità di uscire dall’edificio. La neve, accumulatasi fino a coprire i primi piani delle finestre più basse, impediva qualsiasi contatto visivo con la strada sottostante. Quando i primi mezzi alpini sono comparsi all’imbocco della strada sgomberata, tra gli undici ospiti è corso un brivido di sollievo. L’operazione, coordinata dalle prefetture competenti, non ha richiesto l’evacuazione con tecniche di soccorso in quota: il solo ripristino della carreggiata è bastato a ricreare un corridoio percorribile. Adesso, con i mezzi dell’Anas in arrivo, il deflusso può dirsi avviato. Gli stessi bloccati, contattati dai soccorritori, hanno confermato di essere in buone condizioni fisiche, pur con l’ovvia stanchezza dovuta allo stress e al freddo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.