L’incubo bianco di Passolanciano: turisti isolati per ore davanti a un muro di neve

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il forte richiamo della neve, quello stesso che spinge ogni anno migliaia di appassionati verso i comprensori dell’Appennino, si è trasformato in una trappola per un gruppo di vacanzieri nel cuore della Maiella. A Passolanciano, località sciistica che si sviluppa a cavallo tra la provincia di Pescara e quella di Chieti, l’improvvisa e violenta ondata di maltempo ha lasciato al suolo un accumulo stratosferico di circa tre metri. Un’altezza tale da cancellare la viabilità, isolando completamente alberghi e case vacanza. Per tredici ospiti, rimasti intrappolati all’interno di una struttura ricettiva per quasi ventiquattro ore, la gita fuori porta è rischiata seriamente di trasformarsi in un dramma, riportando alla mente il fantasma di analoghe tragedie della montagna abruzzese.

La morsa della bufera e l’intervento dei militari

La situazione, nel giro di poche ore, è precipitata quando la strada di accesso al versante pescarese è diventata impraticabile. Non solo la neve, che scendeva incessante, ma soprattutto il peso di quest’ultima ha piegato diversi alberi ad alto fusto, i cui tronchi – caduti di traverso sulla carreggiata – hanno reso vano ogni tentativo di fuga. A rimanere bloccato non è stato solo un nucleo familiare, composto da due genitori e un figlio di dieci anni, ma anche alcuni tecnici dell’Anas che erano già sul posto per tentare di tenere aperto un corridoio. È stato necessario mobilitare il Nono Reggimento Alpini dell’Esercito, intervenuto con mezzi pesanti e motoseghe per rimuovere i detriti e i giganteschi tronchi che ostruivano la sede stradale, affiancando così le squadre della protezione civile e dell’Anas nel difficile ripristino della viabilità.

La testimonianza dei sopravvissuti: “Un muro davanti a noi”

Tra i soccorsi, c’è chi ha vissuto momenti di autentico terrore. Alberto e Federica, una coppia che si trovava in zona insieme al proprio bambino, hanno raccontato i dettagli di quelle ore di angoscia: mentre tentavano di rientrare a casa, la loro automobile si è improvvisamente trovata sbarrata da una coltre bianca mescolata a rami spezzati. “Abbiamo provato a percorrere il versante chietino – hanno riferito ai soccorsi – ma a un certo punto la strada era semplicemente interrotta”. La loro salvezza è stata l’hotel “Ti Bionda Suisse”, che ha immediatamente riaperto le camere per ospitarli, offrendo riparo anche ad altri malcapitati che altrimenti avrebbero dovuto passare la notte nell’abitacolo della macchina, esposti al gelo. Il titolare della struttura, come riferito dalle agenzie, ha parlato di un clima sereno all’interno nonostante l’emergenza, con viveri a sufficienza per tutti, ma la sensazione – guardando fuori dalle finestre – era quella di essere stati sepolti vivi da una distesa immacolata ma mortale.

L’operazione salvataggio e il rientro a valle

Solo nel primo pomeriggio, dopo ore di lavoro incessante, i militari sono riusciti a liberare interamente la strada provinciale. L’operazione ha consentito il deflusso in sicurezza delle tredici persone presenti in hotel, che hanno potuto infine incolonnarsi dietro i mezzi spazzaneve per tornare verso valle. Nessuno degli ospiti ha riportato conseguenze fisiche, ma l’aspetto psicologico dell’isolamento – aggravato dal ricordo ancora vivo della tragedia di Rigopiano, avvenuta anni fa sempre in Abruzzo – ha reso quelle ore particolarmente pesanti. Per i turisti, finalmente, l’incubo si è concluso con il ritorno alla normalità una volta superata la linea della neve; per il comprensorio di Passolanciano, invece, resta l’enorme lavoro di ripristino delle infrastrutture, con gli impianti di risalita ancora bloccati e sommersi sotto metri di neve.

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