Matteo Lepore sotto scorta dopo le minacce social a Bologna
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Matteo Lepore sotto scorta dopo le minacce social ricevute negli ultimi giorni: il sindaco di Bologna sarà accompagnato da due agenti e da un’auto durante gli spostamenti. La misura è stata assegnata dalla Prefettura dopo la denuncia-querela presentata in Questura dal primo cittadino, che ha segnalato una serie di messaggi con minacce di morte apparsi online e inviati anche tramite posta elettronica. Tra le frasi rivolte contro Lepore sono comparsi riferimenti espliciti a violenze personali, minacce rivolte anche ai familiari e indicazioni su un vecchio indirizzo di casa non più attuale.
Il servizio di protezione deciso per il sindaco di Bologna è un controllo definito di basso livello, con due agenti incaricati di seguirlo negli appuntamenti e negli spostamenti quotidiani. L’auto utilizzata per il servizio non sarà blindata. La decisione è arrivata dopo la crescente pressione registrata sui social nei giorni successivi agli scontri avvenuti nella notte di lunedì 20 luglio, durante la manifestazione organizzata per chiedere «verità e giustizia» sulla morte di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto durante un intervento della polizia.
Le minacce online ricevute dal sindaco di Bologna
Le accuse e gli attacchi contro Matteo Lepore hanno superato i normali commenti critici sui social, con messaggi che hanno portato il sindaco a rivolgersi alle autorità. Tra le frasi pubblicate online sono comparsi inviti alla violenza e riferimenti diretti alla possibilità di colpirlo fisicamente. Alcuni messaggi facevano riferimento anche ai suoi figli e contenevano frasi come “Ti veniamo a prendere noi” e “Ti spariamo”, insieme ad altre espressioni considerate particolarmente allarmanti.
La denuncia presentata in Questura è arrivata dopo una fase caratterizzata da numerosi contenuti offensivi diffusi sul web. Nei giorni precedenti erano comparsi anche messaggi come “Lepore ti vogliamo come Fakir” e altri commenti che collegavano il sindaco agli eventi avvenuti dopo la manifestazione in centro. Le minacce non sono rimaste limitate ai commenti pubblici sotto i post del primo cittadino, ma hanno coinvolto anche altri canali digitali, aumentando l’attenzione delle autorità sulla situazione.
La protezione dopo vent’anni dai precedenti casi a Bologna
Per Bologna si tratta di una misura che richiama precedenti episodi legati alla sicurezza dei sindaci cittadini. Come accadde con Sergio Cofferati nel 2005 e come era stato proposto in precedenza per Giorgio Guazzaloca nel 2002, anche Lepore avrà ora agenti dedicati alla protezione durante gli impegni istituzionali e gli spostamenti. Dopo vent’anni, il primo cittadino tornerà quindi ad avere una scorta personale nella città.
La decisione della Prefettura arriva mentre prosegue il confronto pubblico sulle tensioni nate dopo gli scontri in centro e sulle conseguenze degli attacchi rivolti al sindaco. Alla notizia della protezione assegnata a Lepore sono seguiti messaggi di solidarietà trasversale e richiami contro l’odio espresso attraverso i social. Tra le reazioni è emerso anche il riferimento alla necessità di fermare le minacce rivolte agli amministratori pubblici.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
