Federico Tomasoni in gara anche per Matilde Lorenzi, il casco con il sole della fondazione dedicato alla fidanzata scomparsa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è soltanto Simone Deromedis tra i nomi più attesi al cancelletto di partenza dello ski cross, in questa penultima giornata delle Olimpiadi di Milano Cortina, perché accanto a lui, in un assetto tecnico e mentale che va oltre la semplice competizione, si presenta Federico Tomasoni. Nato il 4 luglio 1997 a Castione della Presolana e cresciuto ai piedi di quella Presolana che ne ha forgiato il carattere, Federico ha respirato la neve fin dalla più tenera età, ereditando dal padre Battista — prima atleta di spessore e poi istruttore nazionale — la concezione dello sci non come mero esercizio fisico ma come vero e proprio linguaggio di famiglia, una forma di educazione sentimentale alla fatica e al coraggio che in questi giorni, sulle nevi di Livigno, trova la sua più alta espressione. E la sua non è una gara come le altre, perché sul casco, accanto alla visiera, campeggia un sole: il simbolo della fondazione "Matildina4Safety", lanciata dalla famiglia Lorenzi per promuovere la sicurezza in pista dopo la tragedia che il 28 ottobre 2024, in Val Senales, ha portato via Matilde, la sua fidanzata, promessa dello sci alpino caduta durante un allenamento di gigante.

Il percorso di avvicinamento a questa rassegna olimpica, per il ventottenne bergamasco, è stato segnato da un dolore privato che si è trasformato in motivazione pubblica, una spinta silenziosa che lo ha portato a inseguire un sogno che sente di dover condividire con chi non c'è più. Mentre i riflettori si accendono sugli azzurri più blasonati, Tomasoni si prepara a scendere in pista forte di un curriculum che vanta un bronzo iridato nel mixed team, conquistato nel febbraio del 2023 insieme a Jole Galli, e un quinto posto in Coppa del Mondo ad Arosa, risultati che ne certificano il valore in una disciplina, lo ski cross, che richiede tempismo, coraggio e una tecnica sopraffina. Intanto, nella stessa giornata che lo vede protagonista, si assegnano altri dieci titoli olimpici: dalla mass start di biathlon, dove Lisa Vittozzi cerca un'altra impresa e Dorothea Wierer saluta la carriera sulle nevi di casa ad Anterselva, al pattinaggio di velocità con Francesca Lollobrigida e Andrea Giovannini pronti a giocarsi le loro carte nelle mass start, passando per il bob a quattro e la staffetta mista di sci alpinismo.

Il giorno della 50 km e il forfait di Pellegrino

Nella val di Fiemme, intanto, il programma prevede la disputa della 50 km di sci di fondo in mass start, la gara regina dell'endurance olimpico, e quella che doveva essere l'ultima danza di Federico Pellegrino davanti al pubblico amico. Il valdostano, però, è stato costretto a dare forfait a causa di un attacco influenzale che lo ha messo ko, e in una lettera aperta ai tifosi ha raccontato lo strazio di non poter vivere quelle emozioni che solo gli ultimi chilometri di una gara estenuante, incitato dalla famiglia e dai sostenitori, sognava di regalarsi per chiudere in bellezza la carriera. Toccherà quindi a Elia Barp e Simone Daprà difendere i colori azzurri in una competizione che vede il norvegese Johannes Klaebo a un passo dalla leggenda, con la possibilità di mettere al collo il sesto oro in altrettante gare in questa stessa edizione dei Giochi.

La doppia anima dello ski cross azzurro

Se Deromedis, reduce da un quinto posto a Pechino 2022 e da una stagione di Coppa del Mondo che lo ha visto vincere a fine gennaio, parte con i favori del pronostico, Tomasoni rappresenta invece la quota più emotiva di questa spedizione. Diciassettesimo nel seeding round che determina il tabellone, il figlio d'arte sa che il percorso ad eliminazione diretta può riservare sorprese, e che la pista di Livigno, con i suoi salti e i suoi dossi, premia chi ha fame e determinazione. Nei giorni scorsi, Federico aveva raccontato come i primi due mesi dopo la scomparsa di Matilde siano stati di piena confusione, con i sogni a popolare notti insonni, ma lo sport, quello stesso sport che gliel'aveva fatta conoscere e che gliel'ha portata via, gli ha offerto la possibilità di un riscatto, di una dedica silenziosa ma potente come quel sole stampato sul casco che oggi sfreccia lungo il tracciato olimpico.

Le altre sfide azzurre tra ghiaccio e neve

Mentre lo ski cross maschile catalizza l'attenzione, con anche Edoardo Zorzi e Dominik Zuech pronti a inserirsi nella mischia, la macchina olimpica prosegue inesorabile il suo corso. Nella mass start del pattinaggio di velocità, Francesca Lollobrigida prova a centrare uno storico tris di medaglie dopo il bronzo di Pechino, mentre Andrea Giovannini, forte del Titolo mondiale conquistato ad Hamar, punta a salire sul podio per regalare all'Italia un'altra gioia nella specialità che più di ogni altra esalta la resistenza e la potenza. A completare il quadro, il biathlon femminile chiude il suo programma con la mass start di 12,5 km, ultimo atto per Wierer e occasione per Vittozzi di confermarsi tra le grandi di questo sport, in una giornata che, al di là dei risultati, porta con sé il peso delle storie personali e dei destini incrociati di chi sulla neve ha costruito la propria vita.

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