Taglio drastico del governo Meloni all’automotive, una follia
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Redazione Economia
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Il governo Meloni ha deciso di ridurre drasticamente il fondo a sostegno dell’automotive, una scelta che rappresenta un duro colpo per le imprese e i lavoratori del settore, già in crisi. Il fondo, inizialmente stanziato dal governo Draghi con 5,8 miliardi di euro, è stato ridotto a 1,2 miliardi per il quinquennio 2025-2030, un taglio dell'80%. Questa decisione, che ha suscitato numerose polemiche, è stata presa per finanziare la Difesa, come certificato dalla legge di bilancio 2025.
Roberto Gravina, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e Coordinatore Enti Locali, ha espresso preoccupazione per le conseguenze di questa scelta, sottolineando come essa danneggi il settore automobilistico in Molise, rappresentato non solo da Stellantis ma anche da altre importanti realtà produttive nella zona di Isernia. La revoca dei fondi PNRR destinati alla Gigafactory di Termoli, decisa dal ministro Urso poco più di un mese fa, è un ulteriore esempio di come il governo stia abbandonando i lavoratori e l’industria del futuro.
La riduzione dei fondi, pari a 4,6 miliardi di euro, ha portato all'inevitabile cancellazione del bonus auto per il 2025, una misura che aveva l'obiettivo di incentivare l'acquisto di veicoli meno inquinanti. Diverse associazioni del settore hanno protestato, esprimendo sconcerto e incredulità di fronte a una decisione che sembra contraddire le promesse fatte in passato. La manovra, che includeva già tagli per 250 milioni di euro con il Decreto Coesione, ha ora subito un'ulteriore sforbiciata, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e il futuro dell'industria automobilistica italiana.
Il taglio drastico del fondo automotive deciso dal governo Meloni rappresenta una scelta incomprensibile e dannosa per un settore già in difficoltà, che rischia di perdere competitività a livello internazionale e di vedere compromessi migliaia di posti di lavoro.




