L’oro di Perathoner, dalla corsa contro il tempo alla vittoria davanti al pubblico di casa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Otto marzo, neve di Cortina, e l’Italia paralimpica trova il suo primo, attesissimo oro. A firmarlo è Emanuel Perathoner, trentanovenne altoatesino con un passato da olimpionico e una gamba sinistra che ha dovuto imparare a convivere con una protesi totale al ginocchio dopo quel maledetto infortunio del gennaio 2021, quando si stava preparando per Pechino 2022. Nella finale dello snowboard cross categoria SB-LL2, quella riservata agli atleti con disabilità moderate agli arti inferiori, il gardenese non ha semplicemente vinto: ha dominato. Ha staccato di oltre due secondi l’australiano Ben Tudhope, ventiseienne al suo quarto appuntamento paralimpico, e di tre il coreano Lee Jehyuk, lasciando agli avversari solo la possibilità di inseguire la sua scia.

La sua discesa, partito dalla corsia numero due, è stata un crescendo di precisione e potenza, una gestione delle curve che parlava di chilometri percorsi e di una tecnica affinata in anni di gare al massimo livello. Ma questa medaglia, la terza per l’Italia dopo l’argento di Chiara Mazzel e il bronzo di Giacomo Bertagnolli arrivati sabato nello sci alpino, racconta una storia che va molto oltre il cronometro e i distacchi inflitti agli avversari. Racconta di un atleta che aveva partecipato a due Olimpiadi, Sochi 2014 e PyeongChang 2018, senza salire sul podio, e che nel 2021 ha visto il suo ginocchio sinistro cedere in allenamento, a poche settimane dai Mondiali e con un sogno olimpico ancora da inseguire. Quattro interventi chirurgici, una protesi, un anno intero di riabilitazione: un percorso che avrebbe chiuso la carriera di molti e che invece per lui è stato l’inizio di qualcosa di completamente diverso.

Un incidente, una protesi e la scoperta di un nuovo mondo

Perathoner ha scoperto quasi per caso di poter gareggiare nel para snowboard. E nel novembre del 2022, con la protesi indosso da appena sette mesi, ha esordito in Coppa Europa. Da lì è partita una scalata rapidissima che lo ha portato a diventare il dominatore della sua categoria: tre titoli di Coppa del Mondo consecutivi, nove vittorie su dieci gare in questa stagione, due ori mondiali nel 2025 a Big White, in Canada, sia nello snowboard cross che nel banked slalom. “Bello, era quello che avevamo puntato in queste stagioni. Meraviglioso”, ha dichiarato subito dopo la gara, parlando di una pista perfetta per le sue caratteristiche e lasciando già intravedere la prossima sfida: “La settimana prossima puntiamo a un altro oro”. Il riferimento è al banked slalom, la gara a tempo in programma il 14 marzo, disciplina nella quale ha collezionato vittorie in Coppa del Mondo e che rappresenta il secondo obiettivo di questi Giochi.

Quello che colpisce, nelle parole di chi arriva da un percorso del genere, non è solo la forza fisica ma una sorta di serenità ritrovata. “Prima ero un po’ nella bolla degli atleti – ha spiegato Perathoner – e spesso non ci si rende conto di cosa ci sia fuori. Qui mi piace ascoltare le storie di ogni atleta, cosa è successo, qual è il lavoro dietro le quinte”. Una prospettiva diversa, che lo porta a dire che lo sport non ha limiti e unisce le persone, al di là del fatto di avere o meno una disabilità. E in effetti, la giornata di Cortina ha offerto altri esempi di questa dimensione inclusiva: nel settore femminile della stessa categoria SB-LL2, l’oro è andato alla francese Cécile Hernandez, mentre la statunitense Kate Delson, vent’anni, ha conquistato l’argento al suo esordio paralimpico, confermando che il ricambio generazionale è in buone mani.

La Cina guida il medagliere, l’Italia si affida a Perathoner

Mentre Perathoner sollevava il tricolore sul gradino più alto del podio, a Tesero, in Val di Fiemme, si assegnavano le medaglie del para biathlon individuale. E qui il dominio della Cina è stato netto: quattro titoli su sei, con una squadra giovanissima che ha confermato la crescita esponenziale degli ultimi anni. Ji Lijia ha difeso il Titolo vinto a Pechino 2022 nella categoria SB-UL, precedendo i compagni di squadra e lanciando un messaggio a tutte le persone con disabilità: “Non abbiate paura, siate coraggiosi, uscite dalla porta e fate brillare la vostra luce”. La Cina guida il medagliere con otto ori, l’Italia è ottava con un oro, un argento e un bronzo, ma con la consapevolezza che il miglioramento è possibile e che la rincorsa è appena cominciata.

Perathoner, dal canto suo, ha già scritto una pagina importante dello sport italiano. La sua vittoria non è solo il primo oro di queste Paralimpiadi casalinghe, ma la chiusura di un cerchio iniziato su quelle stesse nevi, quando era un ragazzo che sognava le Olimpiadi. Oggi, con una protesi al ginocchio e una consapevolezza diversa, quel sogno si è trasformato in qualcosa di più grande. La prossima settimana, sul banked slalom, proverà a concedersi il bis. Perché, come ha detto lui, “sport non ha limiti”.

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