Milano Cortina 2026, Emanuel Perathoner regala all’Italia il primo oro paralimpico nello snowboard cross

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sotto il profilo azzurro delle Tofane, là dove la neve ha già ospitato le gesta di campioni olimpici e paralimpici, il primo, vero sigillo dell’Italia ai Giochi invernali di Milano Cortina 2026 porta la firma di Emanuel Perathoner. L’altoatesino, trentanovenne originario della Val Gardena e in forza al Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, ha letteralmente dominato la prova di para snowboard cross, categoria SB-LL2, regalando alla spedizione azzurra quel metallo più prezioso che mancava dopo l’argento di Chiara Mazzel e il bronzo di Giacomo Bertagnolli, entrambi giunti nella giornata di sabato dalle discipline alpine.

La sua non è soltanto una gara eseguita con perizia tecnica, ma il compimento di un percorso umano e sportivo che merita di essere raccontato. Perathoner, che vanta due partecipazioni olimpiche con l’Italia, a Sochi 2014 e PyeongChang 2018, ha visto la propria carriera di atleta normodotato interrompersi bruscamente nel 2021, quando un grave infortunio in allenamento – una caduta che gli compromise seriamente un ginocchio – lo ha costretto a una protesi e a un radicale cambio di prospettiva. Da quella frattura, fisica e metaforica, è nato un nuovo inizio nel movimento paralimpico, un approdo che lo ha visto scalare rapidamente le gerarchie mondiali fino a diventare, come da programma, il punto di riferimento assoluto della sua disciplina: basti pensare che è reduce da una stagione di Coppa del mondo nella quale ha collezionato nove successi su dieci gare disputate.

Nella finalissima di snowboard cross disputatasi sulle nevi di Cortina, l’azzurro non ha lasciato spiragli ai rivali, chiudendo la propria prova con un margine rassicurante davanti all’australiano Ben Tudhope, che si è dovuto accontentare dell’argento, e al sudcoreano Lee Jehyuk, bronzo di giornata. Una prestazione che parla di potenza, controllo e di quella freddezza che solo chi ha già vissuto l’atmosfera olimpica può possedere, anche se in una veste completamente rinnovata. Perathoner stesso, subito dopo il traguardo, ha sottolineato la differenza tra le sue precedenti esperienze e questa nuova avventura, raccontando come il movimento paralimpico gli abbia aperto gli occhi su storie e percorsi di vita che vanno al di là della semplice prestazione atletica.

Ma non è stato tutto oro quello che ha brillato per l’Italia in questa giornata di gare. Sul fronte del biathlon, nella suggestiva cornice del Centro del Fondo di Lago di Tesero, in Val di Fiemme, Cristian Toninelli ha invece vissuto una prova complicata. L’azzurro, impegnato nella categoria standing, ha chiuso la sua fatica in 39 minuti e 27 secondi e cinque decimi, ma il suo score al poligono è stato fortemente penalizzato da ben sei errori complessivi. Un ruolino di marcia altalenante, quello di Toninelli, partito bene con un perfetto cinque su cinque al primo poligono, ma poi tradito dalla carabina nelle serie successive, con quattro bersagli mancati al secondo poligono e un altro errore che ne hanno minato la classifica finale. Una prestazione che allontana l’azzurro dalle posizioni che contano, in una gara che ha visto trionfare il cinese Jiayun Cai, il quale ha preceduto il canadese Arendz e il tedesco Maier.

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