Sanremo si accende tra l'omaggio a Baudo, l'attesa per Tiziano Ferro e lo sfogo di Katia Ricciarelli
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il sipario sulla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo si è alzato puntuale alle 20.40 di questa sera, martedì 24 febbraio, con Carlo Conti saldamente alla guida di una macchina complessa e affollata come non mai, se si considerano i numeri dell’informazione. Sono infatti 1492 i giornalisti, fotografi e operatori accreditati tra la Sala Stampa dell’Ariston Roof e la Sala "Lucio Dalla" al Palafiori, un esercito di professionisti giunto da ogni parte del globo – dall’Argentina al Cile, dall’Australia a diversi paesi europei – per raccontare un evento che, edizione dopo edizione, rinsalda la sua vocazione internazionale -4-9. La macchina organizzativa, in questo avvio, ha voluto porre un sigillo emotivo fin dalle primissime battute, con la voce registrata di Pippo Baudo a introdurre la serata e l’intero Festival a lui dedicato; un tributo doveroso, come ha ribadito lo stesso Conti, per celebrare colui che con le sue tredici conduzioni ha plasmato il costume e la storia stessa della kermesse.
Sul palco, accanto al conduttore toscano, la co-conduttrice fissa Laura Pausini, apparsa elegante in un abito lungo nero a sirena, e per questa prima sera l’attore turco Can Yaman, reduce dal successo della fiction "Sandokan", il cui ingresso trionfale è stato sottolineato dalle celebri note della sigla dello sceneggiato -10. La Pausini, emozionata ma visibilmente a suo agio, ha ricordato come proprio Baudo la lanciò all’Ariston nel lontano 1993 con "La solitudine", e ha dato il via alla gara presentando la prima dei trenta Big in competizione: tocca a Ditonellapiaga con "Che fastidio!", mentre il compito di chiudere le danze, dopo una lunga teoria di esibizioni che si protrarrà fino all’una e quaranta circa, spetterà al duo composto da Lda e Aka 7even con "Poesie clandestine" -1-6. In questa tornata inaugurale, a giudicare i brani è la sola Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, che al termine della lunga maratona musicale decreterà una classifica provvisoria di cui verranno svelate solo le prime cinque posizioni, senza peraltro specificare l’ordine di piazzamento.
Prima di addentrarsi nella competizione canora, però, l’Ariston ha riservato momenti di intensa commozione. Una standing ovation ha accolto l’omaggio a Peppe Vessicchio, lo storico maestro scomparso lo scorso novembre, ricordato con un video che ne ha ripercorso la lunghissima carriera sanremese -10. E c’era attesa, naturalmente, per il superospite musicale della serata, Tiziano Ferro, chiamato a festeggiare sul palco i venticinque anni di "Xdono", il brano che nel 2001 lo lanciò nel firmamento della musica leggera e che proprio in una "Domenica In" condotta da Carlo Conti trovò la sua prima vetrina televisiva -2. L’artista latinense, alla sua sesta partecipazione al Festival seppur mai come concorrente, si esibirà in un medley che ripercorre alcune delle sue pagine più celebri, per poi presentare dal vivo "Sono un grande", l’ultimo singolo estratto dall’omonimo album, già certificato disco d’oro -7.
E mentre sul palco si susseguono le esibizioni – con Olly che ripropone la sua "Balorda Nostalgia" da vincitore uscente, l’incontro annunciato tra i due Sandokan, Kabir Bedi e lo stesso Yaman, e i collegamenti con Gaia da piazza Colombo e Max Pezzali dalla nave Costa Toscana –, non mancano le note dolenti fuori dal teatro -7-10. A gettare un’ombra sulla vigilia è stata Katia Ricciarelli, la celebre soprano che per diciotto anni è stata legata a Pippo Baudo. La sua assenza tra gli invitati alla serata inaugurale, e in particolare dalla platea dove siederanno i figli Tiziana e Alessandro e la storica assistente Dina Minna per omaggiare il grande conduttore, non è passata inosservata. Intervenuta all’Adnkronos, la Ricciarelli ha espresso senza mezzi termini il suo rammarico: un invito, a suo dire, ci sarebbe stato bene, non tanto nella veste di ex moglie, ma come artista che ha condiviso un lungo tratto di vita e di carriera con Baudo e che avrebbe potuto ricordarlo con sincerità -3-5. Lo sfogo, carico di amarezza, lascia intendere una ferita ancora aperta, tanto più che la presenza della segretaria – figura con cui la stessa Ricciarelli ha avuto in passato divergenze, anche in relazione a questioni testamentarie – rende, nelle sue parole, ancora più incomprensibile l’esclusione -8.
La macchina mediatica e l’ordine di uscita dei Big
Mentre le polemiche lambiscono il villaggio sanremese, la macchina dell’informazione lavora senza sosta. Il cuore pulsante di questo racconto corale batte nelle due sale stampa, dove i 1492 accreditati – di cui 398 solo all’Ariston Roof, suddivisi in 160 testate tra agenzie, quotidiani, periodici e media stranieri – setacciano ogni dettaglio, ogni dichiarazione, ogni nota musicale per alimentare un flusso di notizie che varca i confini nazionali. La scelta di Conti di aprire le danze con Ditonellapiaga e di affidare la chiusura a Lda e Aka 7even delinea un percorso artistico che si snoderà attraverso generi e generazioni differenti, con nomi consolidati come Arisa, Patty Pravo e Francesco Renga che si alternano a giovani realtà come Sayf, Samurai Jay e Chiello. Tra gli artisti che calcheranno la scena questa sera, anche Michele Bravi con "Prima o poi", Dargen D’Amico con il suo "AI AI", e il duo formato da Fedez e Marco Masini, chiamati a interpretare insieme "Male necessario", una delle collaborazioni più attese di questa edizione.
L’omaggio a Pippo Baudo e l’attesa per Tiziano Ferro
La prima serata, dunque, si configura come un delicato equilibrio tra memoria e spettacolo, tra il dovere di onorare un gigante della televisione italiana e la necessità di proiettare il Festival verso il futuro, con le sue trenta canzoni inedite pronte a farsi ascoltare e giudicare. L’eco della voce di Baudo che introduce la serata ha fatto da cornice a un’emozione collettiva, con il pubblico in sala che ha scandito il suo nome e Conti che ha voluto accanto a sé i figli del compianto conduttore, simbolo di un legame che va oltre la semplice eredità professionale. E proprio mentre l’Ariston si stringe attorno a questi ricordi, l’attenzione si sposta inevitabilmente sul momento clou dell’ospite musicale: Tiziano Ferro, che con il suo repertorio e la sua voce rappresenta una delle punte di diamante della canzone italiana all’estero, incarna perfettamente quell’universalità che la kermesse stessa cerca di comunicare attraverso la massiccia presenza di media internazionali.




