Irlanda-Italia, la differenza la fanno i dettagli: a Dublino finisce 20-13 per i verdi
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Redazione Sport
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C’è un dato, al termine di Irlanda-Italia, che racconta più di tante parole la natura di questo nuovo corso azzurro: il pubblico dell’Aviva Stadium, tempio del rugby irlandese, ha sofferto per tutti gli ottanta minuti. Non è accaduto spesso, nella storia del Torneo, che i tifosi verdi temessero fino all’ultimo respiro di poter essere beffati in casa propria, e invece sabato pomeriggio è successo. La squadra di Gonzalo Quesada, reduce dal successo inaugurale contro la Scozia, ha confermato di aver definitivamente sepolto l’atteggiamento remissivo che per decenni ne ha contraddistinto le prestazioni, presentandosi a Dublino non già per limitare i danni, ma per giocarsi la partita a viso aperto, punto su punto, metro dopo metro. Il risultato finale, un 20-13 che assegna all’Irlanda il bottino pieno, non rende del resto giustizia all’equilibrio sostanziale che si è visto in campo, un equilibrio costruito sugli straordinari progressi fisici e tecnici di un gruppo che ormai non sfigura più di fronte a nessuno.
La partita, diretta per la prima volta nella storia del Sei Nazioni maschile dalla scozzese Hollie Davidson, ha vissuto due fasi distintamente opposte. Nel primo tempo gli azzurri sono stati autori di una prestazione coraggiosa e lucida, riuscendo a mettere in crisi i meccanismi offensivi di una formazione irlandese ancora frastornata dal pesante ko subito a Parigi. Nonostante il cartellino giallo rimediato da Louis Lynagh dopo appena dieci minuti per un in-avanti volontario – un episodio che avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque – l’Italia ha serrato le fila in difesa. Ne è nata una frazione iniziale di stampo eroico, al termine della quale, complice anche l’inferiorità numerica degli avversari per l’ammonizione di Craig Casey, gli uomini di Quesada sono riusciti a passare in vantaggio. La meta di Giacomo Nicotera, abile a staccarsi da una maul avanzante e a schiacciare in meta, trasformata dal solito Paolo Garbisi, ha regalato all’Italia un vantaggio (5-10) che all’intervallo appariva meritato e per nulla casuale.
Una ripresa di sofferenza e occasioni, ma l’assalto finale non basta
Nella ripresa, però, l’inerzia è cambiata. L’Irlanda, con il sangue agli occhi e la necessità di riscattare l’opaca prestazione del primo tempo, è tornata in campo con un atteggiamento più aggressivo, trovando subito la meta del pareggio con Jack Conan. La musica, a quel punto, sembrava dover necessariamente diventare quella di un assedio senza fine, e invece l’Italia ha avuto la forza di reagire, trovando le energie per ribattere colpo su colpo. Al cinquantaduesimo minuto è arrivato l’episodio che, nelle partite che valgono una stagione, spesso finisce per risultare decisivo: una giocata magistrale di Tommaso Menoncello, capace di bucare la difesa avversaria con una finta e di servire Lynagh per quella che sembrava una meta spettacolare. Il TMO, tuttavia, ha rilevato un passaggio in avanti del centro azzurro, e la televisione ha mostrato le immagini di un sogno che svaniva. L’Irlanda, quasi in fotocopia, ha capitalizzato l’occasione pochi minuti più tardi: azione avvolgente dei trequarti, con Rob Baloucoune che ha fatto valere la sua potenza fisica per schiacciare la meta del nuovo sorpasso, trasformata da Jack Crowley per il 17-10.
Da lì in avanti è stata una battaglia di nervi. Gli azzurri hanno accusato il colpo, subendo anche un piazzato di Crowley che ha portato il break sul +10, ma hanno continuato a crederci. La mischia italiana, dominante per larghi tratti, ha concesso a Garbisi la possibilità di accorciare le distanze con un piazzato che riportava l’Italia a una meta di distanza, un punteggio che garantiva almeno il bonus difensivo. L’assalto finale, negli ultimi dieci minuti, è stato quello di una squadra consapevole dei propri mezzi: gli azzurri hanno stazionato nella metà campo irlandese per venti fasi consecutive, cercando con insistenza il varco giusto per la meta del pareggio. A un passo dalla linea, un calcetto di Garbisi non è stato raccolto da Menoncello per un soffio, e poi, a tempo ormai scaduto, l’intercetto di James Lowe su un passaggio di Monty Ioane destinato proprio a Lynagh ha spento definitivamente le speranze. L’Irlanda ha tirato un sospiro di sollievo, vincendo una partita che per larghi tratti non ha meritato di vincere, mentre l’Italia ha dovuto accontentarsi di un punto che, alla luce di quanto espresso, sa più di occasione mancata che di premio.
Description: L’Italia perde 20-13 a Dublino contro l’Irlanda al termine di una partita coraggiosa, chiusa in vantaggio all’intervallo e sfortunata nel finale con una meta annullata a Lynagh.




