Irlanda-Italia, per gli azzurri la seconda sfida del Sei Nazioni 2026: a Dublino è già caccia al riscatto per i verdi
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Redazione Sport
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Il Sei Nazioni 2026 riparte da Dublino, e lo fa con un’Italia carica di entusiasmo dopo il successo all’esordio contro la Scozia, un 18-15 sofferto ma pesantissimo che ha ridato slancio e consapevolezza a tutto il gruppo guidato da Gonzalo Quesada -2. Dall’altra parte della linea di meta, però, ci sarà un’Irlanda ferita nell’orgoglio, reduci da una pesante sconfitta per 36-14 incassata a Parigi contro la Francia, un ko che ha sollevato più di un interrogativo sullo stato di forma e sulle scelte tecniche di Andy Farrell -4. Gli azzurri si presentano all’Aviva Stadium con la possibilità concreta di infrangere un tabù lungo tredici anni, considerando che l’ultima e unica affermazione nel torneo risale al 2013, quando all’Olimpico di Roma ebbero la meglio proprio sui verdi -5. E se è vero che in terra irlandese, tra partite ufficiali e amichevoli, si è vinto una sola volta, nel lontano 1997, è altrettanto vero che questo gruppo sembra aver trovato una continuità di prestazioni e una solidità mentale che in passato spesso sono mancate -2-5.
Un solo cambio nel XV, Pani estremo per reggere il gioco aereo
La fiducia riposta nel gruppo che ha battuto la Scozia si traduce in una formazione pressoché invariata per la sfida di Dublino. Quesada, come confermato alla vigilia, ha operato un solo cambiamento nel XV titolare, e riguarda il triangolo allargato: Lorenzo Pani, estremo delle Zebre, torna titolare a quasi due anni di distanza dall’ultima volta, rilevando di fatto quel ruolo che in precedenza poteva essere ricoperto da Ange Capuozzo, quest’ultimo ancora in fase di recupero e non al meglio -1-2. La scelta, spiega il commissario tecnico argentino, non è casuale ma dettata dalle caratteristiche del gioco irlandese, notoriamente la squadra che calcia di più e meglio nel panorama mondiale e che eccelle nel recupero dei calci stessi -2-10. Pani, forte di alcune ottime prestazioni con il suo club e di un periodo di allenamento in nazionale che lo ha visto crescere costantemente, dovrà garantire sicurezza in un fondamentale, quello del gioco aereo, che sarà probabilmente decisivo per arginare la reazione degli avanti di Farrell -2-10. Con lui, confermati gli esterni Monty Ioane e Louis Lynagh, mentre la coppia di centri sarà formata da Tommaso Menoncello e Leonardo Marin, chiamati a sostituire l’assenza importante di Nacho Brex, che per motivi familiari non ha preso parte al raduno -1-2-5.
La reazione irlandese passa dai cambi e dall’esordio di Edogbo
Dall’altra parte, la reazione alla débâcle parigina è stata immediata e si concretizza in una formazione che presenta diversi innesti e cambiamenti rispetto alla prima uscita. Andy Farrell, come riportato dai media britannici, ha operato una vera e propria scossa, escludendo alcuni titolari della prima giornata e richiamando giocatori come James Lowe e Rob Baloucoune, quest’ultimo al debutto assoluto nel Sei Nazioni, per ridare verve e imprevedibilità alla manovra offensiva -4-8. Caelan Doris, confermato capitano, si sposta sul lato aperto della terza linea, mentre in seconda linea ci sarà spazio per Cormac Izuchukwu, altro debuttante nel torneo -4-8. La notizia più eclatante, però, è la presenza in panchina di Edwin Edogbo, giovane e possente seconda linea del Munster, che potrebbe fare il suo esordio assoluto con la maglia verde davanti al pubblico amico: un segnale chiaro della volontà di Farrell di ringiovanire e rinverdire un organico che, dopo la prova opaca di Parigi, ha mostrato qualche segnale di cedimento -4-8. Il messaggio che arriva dal campo irlandese è inequivocabile, come sottolineato da Doris: non ci devono essere passeggeri, e tutti devono prendersi la piena responsabilità della prestazione per riscattare la delusione e rilanciarsi in classifica -4.
Hollie Davidson, una donna al fischio per la prima volta nel torneo maschile
A impreziosire e rendere ancor più storica la seconda giornata del Sei Nazioni 2026 è una designazione arbitrale che abbatte un nuovo muro in uno sport tradizionalmente conservatore come il rugby. La scozzese Hollie Davidson, 33 anni, sarà la prima donna a dirigere un incontro del massimo torneo europeo maschile, un incarico che rappresenta il coronamento di un percorso iniziato anni fa e costellato di successi, tra cui la direzione di due finali di Coppa del Mondo femminile e la prima volta in assoluto per una donna al fischio in un test match maschile tra Portogallo e Italia nel 2022 -3-7. La sua ascesa, come lei stessa ha raccontato in recenti interviste, non è stata priva di ostacoli e momenti di solitudine, dovendo spesso fare i conti con pregiudizi e commenti sessisti, specialmente agli inizi della carriera quando si mettevano in dubbio le sue capacità fisiche di stare al passo con il ritmo del rugby giocato dagli uomini -3-10. La sua storia, fatta di sacrifici – come lasciare un lavoro ben remunerato in banca d’affari per inseguire il sogno di arbitrare ai massimi livelli – e di una determinazione ferrea, l’ha portata a guadagnarsi il rispetto di giocatori e addetti ai lavori -3-7. Ora, nel catino dell’Aviva Stadium, toccherà a lei gestire le tensioni di una partita che si preannuncia combattuta e fisica, con un’Italia che cerca l’impresa e un’Irlanda che non vuole fallire l’appuntamento con la vittoria davanti al proprio pubblico.
Description: L’Italia sfida l’Irlanda a Dublino per la seconda giornata del Sei Nazioni 2026. Un solo cambio nel XV di Quesada e l’esordio storico dell’arbitro Davidson.




