L’Italia del rugby esce a testa alta dall’Aviva Stadium ma l’Irlanda vince 20-13
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Redazione Sport
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All’Aviva Stadium di Dublino, teatro di sfide epiche e tradizione rugbistica, l’Italia ha sfiorato quella che sarebbe stata un’impresa memorabile, arrendendosi solo nel finale all’Irlanda per 20-13 in una partita valida per la seconda giornata del Sei Nazioni. Gli azzurri di Gonzalo Quesada, reduci dal successo interno contro la Scozia, hanno confermato i progressi mostrati all’esordio, mettendo per lunghi tratti in difficoltà i verdi, vicecampioni del mondo in carica e vincitori dell’edizione 2024 del torneo. La squadra di Andy Farrell, dal canto suo, veniva da una sconfitta pesante rimediata in Francia e aveva assoluto bisogno di un risultato positivo tra le mura amiche per rilanciare le proprie ambizioni -2-6.
Il primo tempo ha visto un’Italia ordinata, disciplinata e cinica, capace di soffrire nei primi minuti quando Louis Lynagh è stato costretto a scontare dieci minuti di inferiorità numerica per un giallo -10. In quella fase, al 17’, era arrivata la meta irlandese firmata Osborne, non trasformata da Prendergast. Gli azzurri, però, non si sono scomposti e hanno pian piano preso le misure agli avversari. Al 21’ Paolo Garbisi ha ridotto lo svantaggio con un piazzato, per poi completare l’opera al 33’: sfruttando l’inferiorità numerica dell’Irlanda per un giallo a Casey, la maul azzurra ha fatto valere la propria potenza, e Giacomo Nicotera è stato bravissimo a staccarsi e a schiacciare in meta la palla che valeva il sorpasso. La trasformazione di Garbisi ha fissato il punteggio sul 5-10 con cui le squadre sono andate al riposo, tra lo stupore del pubblico dublinese -1-10.
La ripresa, l’illusione della meta annullata e la reazione irlandese
La seconda frazione si è aperta con un copione ben diverso. L’Irlanda è rientrata in campo con un altro piglio, determinata a ribaltare immediatamente il risultato. Dopo soli tre minuti, Jack Conan ha schiacciato in meta per il momentaneo pareggio, sebbene Prendergast abbia fallito nuovamente la trasformazione -2. L’Italia, però, non ha accusato il colpo e al 52’ ha costruito un’azione da manuale: Tommaso Menoncello, con una finta strepitosa, ha rotto la linea difensiva e servito Lynagh, il quale è volato in bandierina. La gioia degli azzurri e dei tifosi accorsi a Dublino è durata pochi istanti: l’arbitro scozzese Hollie Davidson, prima donna a dirigere un match maschile del Sei Nazioni, è stata richiamata al monitor e ha giustamente annullato la meta per un passaggio in avanti di Menoncello -1-7.
Quell’episodio ha rappresentato una vera e propria doccia gelata per l’Italia, che ha subito la reazione rabbiosa dei padroni di casa. Al 57’, al termine di un’azione avvolgente, è stato Baloucoune a trovare la via della meta; Crowley, subentrato nel frattempo a Prendergast, ha questa volta centrato i pali, portando il punteggio sul 17-10. Pochi minuti dopo, un piazzato dello stesso Crowley ha allungato ulteriormente il vantaggio irlandese sul 20-10, facendo temere il peggio per la squadra di Quesada -2-10.
L’assalto finale e il punto di bonus che vale morale
L’Italia, però, ha dimostrato di avere una tempra e una personalità che forse in passato le erano mancate. Nonostante lo svantaggio e il momento di difficoltà, la mischia azzurra ha continuato a dominare, conquistando penalty preziosi. Al 67’, Garbisi ha accorciato le distanze dalla piazzola, riportando l’Italia sotto la doppia cifra di svantaggio e, soprattutto, a un solo possesso di distanza, regalando così il punto di bonus difensivo -1-10. Il finale è stato un monologo azzurro: gli avanti di Quesada hanno inchiodato l’Irlanda nella propria metà campo per venti fasi consecutive, cercando in tutti i modi lo spiraglio giusto per la meta del pareggio. Al 76’, un geniale calcetto di Garbisi ha innescato nuovamente la corsa di Menoncello, ma il centro azzurro non è riuscito a controllare l’ovale a un passo dalla linea fatidica. L’ultima, disperata offensiva si è infranta sull’intercetto di Lowe, che ha spento le speranze italiane proprio quando Ioane stava per servire un compagno libero sulla sinistra -1-10.
Il fischio finale ha sancito la prima sconfitta nel torneo per l’Italia, ma il tabellino racconta solo in parte quanto visto in campo. Rispetto al 36-0 subìto due anni fa nello stesso impianto, la differenza è abissale: gli azzurri hanno giocato alla pari per ottanta minuti, hanno chiuso in vantaggio il primo tempo e hanno avuto più di un’occasione per vincere, se non addirittura per pareggiarla nel finale -7. La classifica ora vede l’Italia a quota cinque punti, frutto della vittoria con la Scozia e del bonus raccolto a Dublino -3.
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