La maxi-talpa per la Torino-Lione, un colosso da 235 metri, pronta a scavare sotto il Moncenisio
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Redazione Interno
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È stata ufficialmente consegnata ieri, nello stabilimento tedesco di Herrenknecht, la prima delle due imponenti frese meccaniche destinate a realizzare, sul versante italiano, il tunnel di base del Moncenisio, l'opera cardine della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Un gigante tecnologico, una Tunnel Boring Machine battezzata per l'occasione, che con i suoi 235 metri di lunghezza – l'equivalente di due campi da calcio allineati – e un peso che si misura in migliaia di tonnellate, è stato progettato per affrontare le complesse e varie condizioni geologiche che incontrerà scavando nelle viscere della montagna, lì dove la copertura rocciosa raggiungerà in alcuni punti i duemila metri di profondità.
Costruita su commessa del raggruppamento di imprese UXT, che riunisce Itinera, Ghella e Spie Batignolles, la macchina è destinata al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa. Il suo compito, una volta trasportata e riassemblata sul posto, sarà inizialmente quello di realizzare la seconda discenderia, un cunicolo di accesso che servirà a raggiungere il livello principale dello scavo, per poi proseguire l'opera di avanzamento vero e proprio della canna sud della galleria, procedendo sotto il massiccio del Moncenisio in direzione di Susa e innestandosi, di fatto, con i lavori già da tempo avviati sul fronte francese.
La cerimonia di consegna, avvenuta in Germania e suggellata dal tradizionale gesto simbolico della rotazione della testa fresante, ha visto la partecipazione, in presenza o da remoto, di numerose autorità e dei vertici delle società coinvolte. Per Telt, la società binazionale italo-francese che ha la responsabilità della realizzazione e della futura gestione del collegamento transfrontaliero, erano presenti il presidente Daniel Bursaux e il direttore generale Maurizio Bufalini, il quale ha sottolineato come questo passaggio rappresenti la consapevolezza che l'infrastruttura entra ora in una fase nuova e concreta anche per l'Italia, dopo anni di dibattiti e procedure. Connessi in videocollegamento, hanno seguito l'evento il vicepremier e ministro dei Trasporti italiano Matteo Salvini e il ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot, a testimonianza della rilevanza transfrontaliera del progetto, mentre tra i presenti fisicamente in Germania c'erano anche il console italiano a Friburgo, Pietro Falcone, e la vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino.
Un'avanzata tecnologica tra i duemila metri di roccia
Le caratteristiche tecniche di questa Tbm, che verrà ora smontata e spedita in Italia per essere riassemblata a Chiomonte in vista dell'avvio dello scavo previsto nel 2027, ne fanno un unicum nel panorama delle grandi opere. Il suo scudo ha un diametro di poco superiore ai dieci metri ed è alimentato da tredici motori in grado di sprigionare una potenza complessiva di 4.550 kilowatt, che le consentirà di avanzare a una velocità media di circa dieci metri al giorno. Ma l'aspetto più innovativo risiede nella sua natura duale: è una macchina progettata per operare sia in modalità aperta, quella che si utilizza classicamente per frantumare la roccia dura, sia in modalità chiusa, un sistema a circuito chiuso che utilizza una miscela di acqua e bentonite per fare fronte all'eventuale incontro di terreni sciolti e saturi d'acqua, stabilizzando il fronte di scavo e garantendo la sicurezza in condizioni geologiche complesse.
L'obiettivo per questa fresa, una volta entrata in funzione, è quello di percorrere circa dieci chilometri di galleria, un tratto che la porterà a concludere la sua corsa nell'area di Susa. Nel frattempo, l'intero programma dei lavori per la realizzazione del tunnel di base del Moncenisio, che si estenderà per una lunghezza complessiva di 57,5 chilometri, prosegue serrato. Su entrambi i lati delle Alpi, l'attività è intensa: i dati forniti da Telt indicano che, al 31 gennaio scorso, erano già stati scavati complessivamente 46,6 chilometri di gallerie, considerando tutte le opere connesse e non solo il tunnel principale. A regime, nei prossimi anni, saranno sette le frese di questo tipo a operare contemporaneamente nei cantieri italiani e francesi, un vero e proprio esercito meccanizzato che realizzerà da solo circa il settantacinque per cento dello scavo totale previsto per la sezione transfrontaliera.
L'organizzazione dei cantieri e la logistica in Val di Susa
Mentre la gigantesca talpa si prepara al suo viaggio verso Chiomonte, i lavori di preparazione nel cantiere valsusino procedono senza sosta. Il sito, che dal 2012 è considerato di interesse strategico nazionale, è stato oggetto di importanti interventi infrastrutturali propedeutici all'arrivo della macchina. Tra questi, spicca la realizzazione di un nuovo svincolo autostradale che collega direttamente il cantiere con l'autostrada A32, un'opera imponente di per sé, composta da due rampe lunghe rispettivamente 572 e 448 metri, pensata per consentire ai mezzi pesanti e ai convogli che trasporteranno il materiale di scavo di entrare e uscire dall'area senza gravare sulla viabilità locale dei comuni della Valle, un aspetto, questo, su cui da sempre si concentra l'attenzione degli amministratori locali. A breve, inoltre, prenderanno il via i lavori di scavo in tradizionale per la galleria Maddalena 2, un cunicolo di circa 160 metri che fungerà da trampolino di lancio per la fresa, permettendole di iniziare la sua discesa nelle profondità della montagna.
Oltre a Chiomonte, l'intero sistema dei cantieri della Torino-Lione si estende su un territorio vasto, con interventi che vanno dalla valorizzazione dei materiali di scavo a Salbertrand, dove è stato varato un nuovo ponte sulla Dora Riparia, ai numerosi fronti di scavo aperti in Francia. A Saint-Martin-la-Porte, ad esempio, la fresa Viviana, dopo una pausa tecnica, è pronta a riprendere la sua marcia, mentre procedono i lavori di rivestimento e di scavo nelle caverne tecniche e nei pozzi di ventilazione, elementi cruciali per la sicurezza e l'esercizio futuro della linea ferroviaria. Complessivamente, l'opera entra nel vivo, con migliaia di persone già al lavoro e la previsione di un impiego che, al picco delle attività, supererà le settemila unità tra i due versanti.




