Crisi in Medio Oriente: impennata dei prezzi energetici e tensione sui mercati
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Redazione Economia
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La crisi scoppiata nel fine settimana tra Hamas e Israele ha fatto salire i prezzi energetici. Il gas trattato al mercato di riferimento europeo, il TTF, ha registrato un aumento molto maggiore rispetto al Brent, il greggio di riferimento per l'Europa. I future ICE Brent per il mese di dicembre venivano scambiati a 89,06 $ il barile, in rialzo del 3,5% rispetto agli 86,00 $/barile di ieri e del 5,3% rispetto agli 84,58 $ del giorno prima l'attacco di Hamas contro Israele.
La paura di un weekend da incubo in Medio Oriente domina i mercati ma a Milano spicca il balzo dei titoli petroliferi (da Tenaris a Saipem ed Eni) e di Tim. Lo spread torna sopra i 200 punti base, s'impenna il petrolio.
La settimana delle Borse si chiude all'insegna della tensione. Due i timori che hanno mandato KO i mercati: la nuova crisi in Medio Oriente e l'inflazione Usa sopra le attese che potrebbe spingere la Fed ad alzare nuovamente i tassi d'interesse.
Borse europee al palo nell'ultima seduta della settimana.




