Attentato a Mosca, strage al ristorante italiano: i riflettori sul generale Chaiko e la "balla" di Tajani
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Redazione Interno
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La sala era già stata allestita per la festa: tavoli apparecchiati come opere d'arte, un menu di pesce firmato dallo chef italiano Carmine Alfieri, colonne e stucchi dorati nel più puro stile tardo staliniano. Le Maybach degli ospiti e i pullmini neri delle scorte erano parcheggiati fuori, nell'elegante piazza Kudrinskaya, quando poco dopo le 20 di sabato sera l'ordigno è esploso sulla soglia del ristorante Balzi Rossi, trasformando il lusso in un mattatoio.
Il bilancio, nelle ore successive, si è aggravato: cinque le vittime accertate, tra cui la stessa attentatrice e la guardia di sicurezza che l'aveva fermata, e diciannove feriti. Secondo le ricostruzioni dei media russi, tra cui il giornale filogovernativo Izvestia e canali Telegram indipendenti come Insider ed Ekho, l'obiettivo dell'attentato era un evento privato: il 55esimo compleanno del generale Aleksandr Chaiko, da tre mesi comandante delle Forze aerospaziali russe e figura già al centro delle sanzioni europee per il massacro di Bucha.
La dinamica dell'agguato e i sospetti su Kiev
Secondo le prime ricostruzioni ufficiali del Comitato nazionale antiterrorismo russo, l'esplosione sarebbe stata causata da un ordigno rudimentale, con una potenza stimata pari a circa un chilo di TNT e confezionato con palline di metallo per aumentarne la letalità, nascosto all'interno di una confezione regalo. La donna che trasportava il pacco, deceduta nello scoppio, è stata fermata all'ingresso da un addetto alla sicurezza.
Secondo quanto riportato da Kommersant, non è escluso che la donna non fosse a conoscenza del contenuto del pacco e che l'ordigno sia stato fatto detonare a distanza.
L'ambasciata russa in Italia non ha tardato a puntare il dito, attribuendo la responsabilità ai "terroristi ucraini" in un comunicato che definisce l'attentato come un tentativo di "intimidire gli italiani che lavorano in Russia". Nella nota, la diplomazia russa ha parlato di "morbo del terrorismo ucraino" arrivato in Europa, equiparando i vertici di Kiev ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico e lanciando pesanti accuse a chi continua a sostenere militarmente l'Ucraina.
Il mirino sul generale Chaiko e le smentite politiche
Se la narrativa russa punta a una minaccia diretta contro gli italiani, la pista investigativa e le ricostruzioni giornalistiche sembrano convergere su un bersaglio militare di alto profilo. Il generale Aleksandr Chaiko, già a capo del Distretto militare orientale all'inizio dell'invasione del 2022 e responsabile, secondo l'Unione Europea, delle truppe avanzate su Kiev dalla Bielorussia, era l'ospite d'onore della serata.
Gli investigatori ritengono che il compleanno del generale, celebrato con una festa a cui avrebbero dovuto partecipare ufficiali dell'Fsb e deputati, fosse il vero obiettivo dell'attacco.
La ricostruzione fornita da Mosca, che parla di un atto intimidatorio nei confronti dell'Italia, è stata però duramente contestata dal governo italiano. Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al Caffè de La Versiliana, ha definito l'accusa dell'ambasciata russa "una balla colossale", sottolineando come non avrebbe senso per gli ucraini intimidire gli italiani se il nostro Paese è al fianco di Kiev.
La risposta di Tajani arriva mentre l'attenzione rimane concentrata sulla dinamica di un attacco che ha visto lo stesso chef Carmine Alfieri e la sua brigata salvarsi per miracolo, protetti dalla guardia di sicurezza che ha pagato con la vita il suo tentativo di fermare l'attentatrice.
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