Tajani e Crosetto in Parlamento: "Nessun contingente italiano in Ucraina, la pace dipende da Mosca"
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Redazione Interno
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Mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni partecipa a Parigi al vertice internazionale sull’Ucraina – riunione voluta dal presidente francese Emmanuel Macron e definita, non senza ironia, dei "volenterosi" – i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto hanno illustrato davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato la posizione del governo riguardo alle missioni internazionali previste per il 2025.
In un’audizione che ha ribadito la linea ufficiale di Roma, Tajani – alla guida della Farnesina – ha escluso categoricamente l’invio di truppe italiane in territorio ucraino. "Non è prevista alcuna partecipazione nazionale a un’eventuale forza militare sul terreno", ha dichiarato, sottolineando come la responsabilità di un eventuale negoziato ricada interamente sulla Russia. "È Mosca che deve decidere se vuole la pace o no", ha aggiunto, senza lasciare spazio a interpretazioni.
Crosetto, intervenuto nello stesso contesto, ha rimarcato la necessità di un’Europa coesa, capace di dialogare con gli Stati Uniti senza rinunciare alla propria autonomia strategica. "L’Europa non può abbandonare l’obiettivo di sedersi al tavolo dei negoziati, ma deve farlo con una voce sola", ha affermato, evidenziando come la difesa comune rappresenti una priorità irrinunciabile. Nonostante gli sforzi diplomatici, però, i bombardamenti russi non accennano a diminuire, e solo una loro cessazione – ha precisato – potrà aprire la strada a un reale processo di pace.
Intanto, all’Eliseo, Meloni è stata accolta da Macron insieme ad altri leader e rappresentanti di 29 Paesi, oltre a quelli dell’Unione Europea. Tra i presenti anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte, arrivato a piedi – dettaglio non trascurabile – in un clima che, almeno nelle apparenze, sembrava disteso.
Quello che emerge dalle dichiarazioni romane è un quadro chiaro: l’Italia non intende impegnarsi militarmente in Ucraina, ma ribadisce l’importanza di un approccio multilaterale, dove l’Onu gioca un ruolo insostituibile. Tajani, del resto, aveva già sottolineato in precedenza come la presenza delle Nazioni Unite fosse "fondamentale" per qualsiasi soluzione duratura.




