Pellizzari, ascesa in val Martello: la zampata che vale la maglia al Tour of the Alps
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Redazione Sport
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La montagna, si sa, non perdona i calcoli sbagliati né tantomeno le incertezze, e ieri, sulla salita verso Val Martello, ha eletto il suo nuovo protagonista. Giulio Pellizzari, il giovane marchigiano dalla parlata pacata e dalle gambe esplosive, ha firmato la seconda tappa del Tour of the Alps 2026, ribaltando la classifica generale e indossando la maglia di leader al termine di una frazione che sembrava destinata a seguire la trama della lunga fuga di Mattia Gaffuri. Invece, quando il traguardo si avvicinava e l’aria si faceva rarefatta, il corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha piazzato lo scatto decisivo, dimostrando che quella volata ristretta, una specialità nella quale sta affinando una confidenza quasi inquietante, può diventare la sua arma letale.
L’arte di aspettare il momento giusto
Per tutta la prima parte di stagione, Pellizzari era stato lì, sempre davanti, a sfiorare senza però mai concretizzare del tutto. Si parlava di lui come di una promessa in procinto di esplodere, e ieri quella promessa si è trasformata in una certezza. Dopo aver ricucito il buco sulla fuga di Gaffuri – che per chilometri aveva tenuto in pugno la corsa – il ventiduenne si è giocato il tutto per tutto nel gruppetto dei migliori. A differenza di quanto accadde alla Vuelta, dove aveva vinto in solitaria, stavolta ha dovuto vedersela con specialisti del calibro di Thymen Arensman e dell’ex vincitore del Giro d’Italia Egan Bernal, che pure era tornato a mostrare segnali di vitalità nelle gambe. Ma Pellizzari non ha tremato: nella volata finale ha prima controllato l’olandese, poi lo ha superato con uno scatto netto, regalando al ciclismo italiano un successo che profuma di svolta.
Una dedica che viene da lontano
L’emozione, trattenuta per quasi centocinquanta chilometri, è esplosa sotto lo striscione del traguardo. Con gli occhi lucidi, il nuovo leader della corsa ha voluto dedicare il successo a una figura che non c’è più, legando il presente a un ricordo che affonda le radici proprio in queste montagne. “Questa vittoria è per Stefano”, ha detto, riferendosi a Stefano Casagranda, scomparso lo scorso ottobre, che qui, in Val Martello, vinse una tappa del Giro del Trentino nel lontano 1998. Un cerchio che si chiude, insomma, tra il professionismo di oggi e l’epica di ieri, quasi a voler suggerire che certi destini, in salita, sono scritti con il gesso sulle strade. Non era nemmeno nato, Pellizzari, quando Casagranda tagliava quel traguardo, eppure ieri sembrava quasi di assistere a una staffetta ideale tra generazioni.
Il lavoro oscuro di Finn e la nuova classifica
Non si può parlare di questa impresa senza menzionare il lavoro oscuro e prezioso di Lorenzo Finn, il giovanissimo campione del mondo under 23 che ha protetto il suo capitano come uno scudo umano. Quando Arensman ha provato a strappare nelle fasi calde dell’ascesa finale, era proprio Finn a chiudere ogni varco, garantendo a Pellizzari la tranquillità necessaria per giocarsi la carte nel momento decisivo. Un’intesa, quella tra i due giovani della Red Bull, che potrebbe diventare il punto di forza per le tappe a venire. Con questo successo, il marchigiano scavalca tutti in classifica: adesso guida con quattro secondi su Arensman, mentre Gaffuri, nonostante lo sforzo solitario, è terzo a sei secondi. Più staccati, a dieci secondi, ci sono Vlasov e Bernal, che dovranno rivedere i piani se vorranno insidiare la nuova maglia verde.
Il traffico della città si ferma per la corsa
Mentre i corridori si preparano alle prossime battaglie, la macchina organizzativa del Tour of the Alps si sposta verso il fondovalle, e con essa arrivano i disagi per i residenti. A Trento, dove giovedì 23 aprile è previsto l’arrivo della quarta tappa e venerdì 24 la partenza della successiva, la viabilità subirà pesanti modifiche. Già dalla serata di mercoledì 22 aprile scatteranno i primi provvedimenti: divieti di sosta e transito nelle aree interessate dall’allestimento delle strutture temporanee, con particolare attenzione alle zone di Mattarello, alla collina est e al centro cittadino. Un sacrificio, quello per gli automobilisti, che la città è chiamata a sopportare per ospitare uno degli eventi più prestigiosi del panorama ciclistico internazionale, in attesa di vedere se il nuovo leader azzurro riuscirà a difendere il primato anche sull’asfalto del capoluogo trentino.




