Makka, la giovane che ha difeso la madre, potrà continuare a studiare
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Redazione Interno
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Makka, una giovane residente a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, è stata accusata di omicidio aggravato dal legame familiare. La vittima è il padre, Akhyad Sulaev, un ceceno di 50 anni. Secondo le indagini, l'omicidio è scaturito in un ambiente di violenze familiari. Makka ha raccontato che il padre ha aggredito la madre al suo ritorno a casa.
La decisione del giudice
Il Gip del Tribunale di Alessandria non ha convalidato il provvedimento di fermo di indiziato di delitto disposto dal Pubblico ministero. La ragione è la ritenuta insussistenza del pericolo di fuga. Pertanto, è stata applicata a Makka la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Makka si trova attualmente in una comunità.
Il contesto familiare
Makka Sulaev, 18enne, ha ucciso il padre colpendolo con diverse coltellate alla schiena e all'addome per difendere la madre. Entrambe erano vittime di continue violenze che Akhyad Sulaev perpetrava ai danni della propria famiglia. Questa situazione ha portato a un grave disagio psicofisico per Makka.
La possibilità di continuare a studiare
Nonostante le circostanze, Makka avrà la possibilità di continuare a studiare. Questo è possibile grazie alla decisione del giudice di applicare la misura degli arresti domiciliari, permettendo così alla giovane di non interrompere il suo percorso di formazione.




