Il rossetto rosso, il potere e la rivoluzione beauty del tour promozionale di “Il diavolo veste Prada 2”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A dare il là, quasi fosse una dichiarazione di intenti più che una semplice scelta di trucco, ci ha pensato Anne Hathaway. Sin dalle primissime tappe del tour promozionale di Il diavolo veste Prada 2, l’attrice ha riacceso i riflettori su un simbolo che, nel bene e nel male, non smette mai di comunicare: il rossetto rosso. Una scelta, questa, che assume i contorni di un vero e proprio messaggio estetico, quasi a voler suggerire – a chi quel film lo considera una sorta di bibbia delle tendenze – che forse è arrivato il momento di voltare pagina. Di abbandonare, insomma, quella certa estetica clean che negli ultimi anni aveva imposto labbra nude, volutamente minimaliste, se non addirittura velate da un semplice strato di lucidalabbra trasparente. La sfumatura cromatica, vivida e decisa, riporta in primo piano una consapevolezza antica: il rossetto rosso non è mai stato un semplice cosmetico. È, a tutti gli effetti, uno strumento comunicativo al pari dell’abbigliamento, capace di veicolare significati profondi e stratificati.
Dal punto di vista culturale, e in particolare cinematografico, il suo utilizzo si è spesso intrecciato con narrazioni di avanzamento professionale e rivendicazione di potere. Basti pensare all’evoluzione di Andrea Sachs, la protagonista del primo capitolo, che alla fine del film abbraccia il power dressing come forma definitiva di consapevolezza e riscatto; un percorso segnato anche da una certa cura meticolosa dell’immagine, dove il rossetto diventa emblema di sicurezza e forza. Nel corso della storia, del resto, questo accessorio – perché di questo si tratta, a tutti gli effetti – ha oscillato tra significati contrastanti: simbolo di emancipazione quando caricato di contenuto politico, specchio di una femminilità libera e ribelle, ma anche strumento di affermazione gerarchica all’interno di dinamiche professionali spietate.
La metamorfosi di Meryl Streep detta l’agenda beauty della stagione
Se Anne Hathaway ha riacceso il dibattito sul rossetto, è però Meryl Streep a imprimere una svolta netta all’estetica del tour. L’avvio del press tour di Il diavolo veste Prada 2 si è consumato in modo fulmineo, con l’attrice che ha subito catalizzato l’attenzione non solo per la sua presenza scenica, ma per una metamorfosi estetica precisa e chirurgica. Abbandonate le volute morbide che avevano caratterizzato le sue apparizioni pubbliche degli ultimi anni, Streep ha scelto di abbracciare un’estetica affilata, una sorta di contraltare reale al celebre pixie scultoreo che la sua Miranda Priestly sfoggiava sul grande schermo. Una scelta che, inevitabilmente, ha acceso le conversazioni nel mondo della moda e del beauty, imponendo un nuovo paradigma: quello della nettezza, della linea decisa, in contrapposizione alla fluidità gentile del passato. È un cambiamento che parla da sé, perché non si limita a un semplice restyling, ma suggerisce una continuità narrativa con il personaggio che l’ha resa iconica, quasi a voler ribadire che il potere, quando è autentico, non teme di mostrarsi nella sua geometria più rigorosa.
Il gesto tenero che conquista il web, tra baci e ombrelli
A Città del Messico, durante la prima tappa del tour promozionale, la scena si è arricchita di un dettaglio umano che ha rapidamente scavalcato i confini della sala stampa per diventare virale. In un breve video, Meryl Streep è stata immortalata mentre, nel mezzo del vortice mediatico fatto di interviste e flash dei fotografi, si è accorta di un membro dello staff intento a proteggerla dal sole con un ombrello. Con naturalezza, lontana da qualsiasi artificio retorico, l’attrice si è voltata verso il collaboratore e gli ha mandato un bacio di riconoscenza. Un gesto semplice, che però ha svelato il contraltare umano di una divinità hollywoodiana spesso associata a ruoli autoritari, restituendo un’immagine di spontanea gratitudine che ha conquistato i social.
Il ritorno di Vogue, la colonna sonora che lega passato e presente
A completare il quadro, e a suggellare l’atmosfera di attesa che circonda l’uscita del sequel, c’è anche la musica. L’ingresso di Anne Hathaway e Meryl Streep per le tappe promozionali nella capitale messicana è stato scandito da una colonna sonora precisa: le note di Vogue di Madonna. Il brano, si sa, non è un dettaglio secondario; rappresenta un filo rosso che lega indissolubilmente le vicende di Miranda e Andy a quelle del primo film, quasi a voler ricreare quella stessa alchimia elettrica che aveva decretato il successo del lungometraggio. Un omaggio, questo, che trasforma l’evento promozionale in un vero e proprio rito collettivo, dove la musica funge da collante tra passato e presente, riattivando la memoria emotiva del pubblico.




