Un bambino muore di fame a Gaza, mentre 70.000 minori soffrono per la malnutrizione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mustafa Yassin, un bambino palestinese, è morto a Gaza a causa della fame e della disidratazione, mentre il ministero della Salute dell’enclave assediata lancia l’allarme: oltre 70.000 minori soffrono di grave malnutrizione, aggravata dal blocco israeliano e dalla carenza cronica di aiuti umanitari. La situazione, già disperata, rischia di peggiorare ulteriormente, con le organizzazioni internazionali che denunciano ritardi nella distribuzione di cibo e medicine, nonostante l’ingresso di 170 camion attraverso il valico di Kerem Shalom.

Israele, dopo aver sospeso temporaneamente gli aiuti in seguito alla ripresa delle operazioni militari, ha ripreso i rifornimenti, ma la nuova modalità di distribuzione – affidata alla Gaza Humanitarian Foundation, voluta dal governo Netanyahu per evitare che gli aiuti finiscano a Hamas – è contestata dall’Onu e dalle Ong. Queste ultime sostengono che il sistema rallenti ulteriormente l’arrivo dei beni di prima necessità, già insufficienti per una popolazione stremata da mesi di guerra.

Intanto, i raid israeliani continuano, con nuovi bombardamenti che hanno causato vittime e feriti, mentre a nord della Striscia rimangono circa 110.000 residenti, secondo le stime dell’esercito israeliano, che li considera in gran parte sostenitori di Hamas. Nelle stesse ore, in Cisgiordania, l’Idf ha condotto un’operazione per sequestrare quelli che definisce “fondi del terrorismo”, in un contesto di crescente tensione.

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