Sabalenka, la protesta per i premi e i diamanti al collo: «Non sono un’ipocrita»
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Redazione Sport
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Aryna Sabalenka, nonostante un acciacco fisico che l’aveva limitata agli Internazionali d’Italia, ha superato senza particolari patemi il primo turno del Roland Garros 2026 liquidando la spagnola Jessica Bouzas Maneiro con un doppio 6-4. La numero uno del mondo, che sulla terra rossa parigina insegue il suo primo titolo, ha scagliato ventinove winners in un match dominato dalla potenza dei suoi colpi. È successo però, al termine dell'incontro, che l'attenzione si sia spostata dal suo tennis a qualcosa di decisamente più luccicante: la collana di diamanti che portava al collo.
Una protesta annunciata e i gioielli che valgono quanto un primo turno
La bielorussa, com'è noto, è stata tra le voci più autorevoli – insieme ad altri big del circuito, da Jannik Sinner in giù – nel sollevare il polverone sulla distribuzione dei ricavi degli Slam. A Roma, poche settimane fa, aveva persino ventilato l'ipotesi di un boicottaggio dell’evento parigino se le loro richieste non fossero state ascoltate.
Ed ecco quindi la stonatura: la stessa campionessa che chiede un aumento del prize money per i colleghi meno ricchi è scesa in campo sotto gli occhi del mondo indossando due collane e un paio di orecchini in granati e diamanti, abbinati al suo completo rosso e nero Nike. Il valore del set? Circa centomila dollari, pari a circa ottantasettemila euro. Praticamente la stessa cifra, questa sì che è una coincidenza non voluta, che la sua avversatrice Bouzas Maneiro porterà a casa per l’eliminazione al primo turno.
La risposta piccata in conferenza: «Due mondi diversi»
Un giornalista, in conferenza stampa, non ha potuto fare a meno di notare il paradosso, chiedendo alla diretta interessata se non si trattasse, in fin dei conti, di una bella ipocrisia. La risposta della numero uno del mondo, come riportano i media internazionali, non si è fatta attendere ed è stata piuttosto netta. Sabalenka ha infatti respinto al mittente l’accusa, definendola un mescolare due piani assolutamente distinti. «Non capisco come si possa mettere sullo stesso piano una cosa e l’altra», ha spiegato.
«Me l’hanno già chiesto prima: la lotta per i premi in denaro non riguarda me. Tutti sanno che io non ho problemi economici, non mi riguarda». La tennista ha tenuto a precisare che la protesta che sta portando avanti in seno al circuito è finalizzata esclusivamente a tutelare le giocatrici e i giocatori con una classifica più bassa, quelli che, come ha detto testualmente, «faticano davvero a sopravvivere in questo mondo».
Estetica e senso della moda: «Mi aiuta a giocare meglio»
Quanto alla scelta di indossare quella che lei stessa definisce una cifra importante al collo mentre suda sotto il sole del Philippe-Chatrier, Sabalenka è apparsa serena e decisa. Per lei, la dimensione estetica è parte integrante della performance. «Mi piace portare un po’ di moda in campo», ha confessato, aggiungendo di essersi sentita «piuttosto a suo agio» nonostante il peso dei monili.
Anzi, avere un bell’aspetto è una condizione mentale che la aiuta a esprimersi al meglio: «Se mi sento a mio agio con quello che indosso, e penso di essere carina, allora gioco meglio e sto bene». Per fugare ogni dubbio sulla sicurezza, visto che si parla di una collana dal valore di un piccolo appartamento, la bielorussa ha scherzato dicendo di sentirsi al sicuro grazie al suo fidanzato e al suo fisioterapista, che pratica jiu-jitsu.
Una battuta per sdrammatizzare, insomma, mentre intorno a lei continua il dibattito sulla distribuzione di quei 61,7 milioni di euro di montepremi totali che Parigi mette in palio.




