Mattia Rizzetti, l’ennesimo pedone sulla striscia: Patanè chiede limiti in tutti i quartieri
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Redazione Interno
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Non c’è stata una manovra azzardata, un semaforo rotto o un’imperdonabile distrazione collettiva, nella notte che ha strappato Mattia Rizzetti alla sua vita di sedicenne. Lui, che aveva appena salutato gli amici dopo una serata trascorsa nel suo quartiere, Casal Monastero, si è trovato sull’asfalto di via Ratto delle Sabine – la strada principale di quella porzione del quadrante est della Capitale – dopo un volo di una decina di metri. A falciarlo, mentre attraversava sulle strisce pedonali, è stata una Peugeot 208 condotta da un diciannovenne romano, la cui condotta è ora al centro degli accertamenti degli inquirenti; la fidanzata del ragazzo, che si trovava con lui in quel momento, ha assistito all’urto senza poter fare nulla, se non raccogliere il silenzio che ha preceduto la corsa in ospedale.
Il dolore di un padre e l’abbraccio negato
Sergio Rizzetti, arrivato sul posto dopo una chiamata degli amici di suo figlio, ha descritto a chi indaga quella che, per un padre, rappresenta la più crudele delle geometrie: il di Mattia a terra, ancora ferito, e l’impossibilità di stringerlo senza il timore di fargli male. «Volevo solo stringerlo… poi in ospedale ci ha lasciato», ha detto, in un racconto dove ogni pausa pesa più di una parola. La notte di Pasqua, che per molti è simbolo di rinascita, ha invece segnato per la famiglia Rizzetti la fine della giovane promessa dell’Under 17 del Roma City Fc, un ragazzo dal futuro che tutti, nel quartiere, descrivevano come luminoso.
Patanè: «Servono limiti in tutti i quartieri»
La reazione dell’amministrazione capitolina, filtrata attraverso le parole di Eugenio Patanè – assessore alla Mobilità – ha preso le distanze da qualsiasi retorica dell’emergenza per concentrarsi su un dato strutturale: la fragilità del pedone, specialmente quando è giovane, resta il punto cieco della sicurezza urbana. «È un dolore infinito sentire di questi nostri ragazzi – ha dichiarato Patanè – figli di Roma dal futuro luminoso che viene falciato perché c’è qualcuno che non rispetta la vita degli altri». L’assessore, visibilmente amareggiato, ha poi aggiunto una proposta che, sebbene non nuova nel dibattito sulla viabilità, acquista peso dopo l’ennesima morte su strisce pedonali: servono limiti di velocità non solo sulle grandi arterie o nelle zone scolastiche, ma in tutti i quartieri, nessuno escluso.
La dinamica e il giallo dell’attraversamento
Gli investigatori, che hanno acquisito le immagini delle telecamere private della zona, stanno cercando di ricostruire i metri esatti che separavano Mattia dal cofano della Peugeot 208. Quel che emerge, al momento, è un quadro privo di sostanze alcoliche dichiarate nei primi rilievi – ma gli esami tossicologici sul conducente non sono ancora completi – e una testimonianza, quella della fidanzata del sedicenne, che insiste su un punto: il gruppo aveva aspettato il momento giusto per attraversare, e le strisce c’erano, ben visibili. Il guidatore, diciannovenne, si è fermato dopo l’impatto; nessuna fuga, quindi, ma una corsa contro il tempo per soccorrere un ragazzo che, poco dopo il ricovero, ha cessato di respirare.




