Israele bombarda Beirut, i raid più violenti dall'inizio della guerra
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Redazione Esteri
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Israele ha intensificato i suoi attacchi aerei sul Libano, colpendo la periferia sud di Beirut con una serie di raid che l'agenzia di stampa statale libanese ha descritto come i più violenti dall'inizio del conflitto. In un arco di poche ore, sono stati lanciati diciassette attacchi aerei, causando danni significativi e aumentando la tensione nella regione.
Nel frattempo, tre soldati libanesi, tra cui un ufficiale, sono stati uccisi durante un'operazione di trasferimento di feriti alla periferia della località di Yater, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Libano. Questo episodio sottolinea la crescente pericolosità delle operazioni militari nella zona, dove le forze israeliane continuano a colpire obiettivi strategici e infrastrutture.
A Tel Aviv, la situazione non è meno critica. Durante una visita del segretario di Stato americano Antony Blinken, le sirene hanno suonato, costringendo parte della delegazione a rifugiarsi nei bunker. Alcuni razzi lanciati dal Libano sono stati intercettati dal sistema di difesa Iron Dome, ma la minaccia rimane alta. Blinken, prima di partire per l'Arabia Saudita, ha ribadito la necessità di una soluzione diplomatica, ma gli eventi recenti dimostrano quanto sia lontana una risoluzione pacifica del conflitto.
In un altro sviluppo, cinquanta razzi sono stati lanciati dal Libano verso Israele, ferendo due persone. Gli scontri continuano a intensificarsi, con le truppe israeliane che rispondono con attacchi mirati. La città di Nahariya e le aree circostanti sono state colpite, causando gravi ferite a quattro persone.




