Hamas: «Modifiche richieste al piano Witkoff, non un rifiuto». Israele bombarda Beirut, Iran condanna
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Redazione Esteri
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Mentre i colloqui tra Hamas e Israele proseguono tra tensioni e incertezze, il movimento palestinese ha precisato di non aver respinto il piano Witkoff, avanzato dall’amministrazione Trump per mediare un cessate il fuoco, ma di aver chiesto modifiche. La posizione di Hamas, che lascia aperto uno spiraglio negoziale, arriva in un momento in cui gli attacchi israeliani sul Libano riaccendono le ostilità regionali. Trump, che ha confermato di aver ammonito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sull’opportunità di evitare escalation durante i negoziati, ha tuttavia lasciato intendere che la sua linea potrebbe mutare rapidamente se i dialoghi con l’Iran – accusato di sostenere militarmente i gruppi antagonisti a Israele – dovessero rivelarsi infruttuosi. «Potrebbe bastare una telefonata», ha dichiarato, senza approfondire.
Intanto, la periferia sud di Beirut è stata colpita da almeno tre raid aerei israeliani nella serata di ieri, scatenando il panico tra i residenti, avvertiti poco prima degli attacchi. L’esercito israeliano ha giustificato l’operazione affermando di aver preso di mira strutture sotterranee di Hezbollah, in particolare quelle legate alla produzione di droni dell’Unità 127. Le esplosioni, che hanno illuminato il cielo notturno, hanno costretto centinaia di persone a fuggire in preda al caos, mentre le autorità libanesi denunciavano una nuova violazione della sovranità nazionale.
L’Iran, alleato storico di Hezbollah, ha condannato senza mezzi termini i bombardamenti, definendoli «un atto di aggressione palese» contro il Libano. Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha ribadito il sostegno di Teheran alla «resistenza» libanese, in un chiaro riferimento al gruppo sciita. Gli attacchi, avvenuti alla vigilia dell’Eid al-Adha, hanno ulteriormente inasprito i toni in una regione già attraversata da tensioni, mentre il ricordo della guerra del 1967 – evocato dalla concomitanza con le commemorazioni della sconfitta araba – aggiunge strati simbolici al conflitto.




