Russia, no al trilaterale con Usa e Ucraina. Mosca punta su Parigi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il fine settimana di incontri in Florida, visto da molti osservatori come una possibile occasione per sbloccare le trattative sulla guerra in Ucraina, si è concluso senza la svolta sperata. Il Cremlino ha infatti respinto la proposta, avanzata dagli Stati Uniti, di un vertice a tre che includesse anche Kiev. Yuri Ushakov, consigliere diplomatico, ha sminuito l'idea definendola un'ipotesi mai discussa seriamente a livello tecnico e, per quanto consta a Mosca, nemmeno in fase di elaborazione. Una posizione che, di fatto, congela l'iniziativa americana, mentre dall'altra parte Steve Witkoff, al termine dei colloqui, ha ribadito l'impegno formale della Russia a trovare una soluzione pacifica, un impegno che tuttavia si scontra con la realtà degli eventi sul campo.

La nuova apertura verso la Francia

Se Washington e Kiev vengono tenute a distanza, un canale diverso sembra invece riaprirsi. Il Cremlino ha manifestato apertura per riprendere il dialogo diretto con il presidente francese Emmanuel Macron, il quale, dal canto suo, ha osservato che la prospettiva di una tregua rende nuovamente utile parlare con Mosca. Questa disponibilità selettiva, che privilegia un interlocutore europeo rispetto a un negoziato allargato, delinea una strategia diplomatica che punta a frazionare il fronte occidentale, trattando separatamente con alcuni dei suoi membri. Un approccio che, se da un lato mantiene viva una fessura nel dialogo, dall'altro allontana la possibilità di un tavolo negoziale comprensivo di tutte le parti in causa, compresa l'Ucraina, la cui sovranità è al centro del conflitto.

Il contesto degli attacchi militari

Le mosse diplomatiche, peraltro, non si traducono in una diminuzione della violenza. Nella stessa notte in cui si chiudevano gli incontri in Florida, attacchi delle forze russe hanno nuovamente colpito il sud dell'Ucraina, danneggiando un'infrastruttura critica a Odessa e lasciando ampie porzioni della città senza energia elettrica. Questi episodi, riportati dalle autorità locali, sottolineano la continuità delle operazioni militari, le quali procedono di pari passo con le manovre politiche, in una strategia che combina pressione sul campo e posizionamento negoziale. La guerra, insomma, continua a dettare i suoi ritmi sanguinosi, mentre le parole sulla pace risuonano in sale di conferenze lontane dal fronte.

Le implicazioni della posizione russa

Il rifiuto del trilaterale e l'apertura verso Parigi indicano una precisa direzione di marcia. Mosca, ritenendo inaccettabili le modifiche apportate da Kiev e dai suoi alleati europei al piano di pace originario statunitense – modifiche che, a suo dire, ritardano gli accordi – sceglie di aggirare il negoziato principale. Preferisce invece sondare la possibilità di intese parziali, cercando di capitalizzare eventuali divergenze tra i sostenitori di Kyiv. Questa frammentazione del processo diplomatico, se da una parte può apparire come un tentativo di mantenere una via di comunicazione, rischia concretamente di prolungare il conflitto, poiché sposta l'obiettivo da un accordo generale a potenziali intese bilaterali che potrebbero non affrontare le questioni fondamentali sollevate dall'invasione.

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